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Magicamente
storie e poesie

La vera storia dell'uomo può, in un certo senso, identificarsi con la continua ricerca di forme di energia sempre più redditizie. Tuttavia è lecito domandarsi: cosa è esattamente questa energia? Forse la risposta più corretta è quella data da Einstein con la famosa formula E = m c2 Nell'analizzarla, dopo aver notato come l'energia sia rappresentata da una lettera maiuscola, ad evidenziarne l'importanza e la centralità nell'umana visione del mondo, possiamo affermare, semplificando per i lettori meno esperti di fisica, che E è uguale al prodotto di m per c al quadrato. Direi che queste poche, semplici parole siano del tutto esaurienti per spiegare il concetto. E poi non chiedetemi, vi prego, ulteriori delucidazioni perché quella formula lì non è che io l'abbia mai digerita molto bene. Passiamo ora, per toglierci dall'imbarazzo, a narrare come l'uomo ha scoperto nel corso della sua esistenza le varie forme di energia. C'era un tempo lontanissimo in cui i nostri progenitori vivevano sugli alberi, cibandosi di bacche, vermi e pezzi di corteccia, e non soffrivano di gastrite. La vita doveva essere ben noiosa, possiamo presumere: non c'erano né radio né televisione, e nei salotti arboricoli non si poteva neppure parlare di calcio o di moda, anche perché il livello del linguaggio non doveva essere molto superiore a quello di alcuni miei conoscenti al mattino, subito dopo il risveglio. Un bel giorno un fulmine colpì un'acacia. Gli abitanti, spaventati, saltarono giù sulla nuda terra e scoprirono due cose: l'esistenza del fuoco e il fatto che sul suolo non ci sono spine.

 Così, dopo aver costruito una casa a terra e aver constatato, come ulteriore beneficio, che potevano camminare eretti senza sbattere la testa contro i rami, cercarono di riprodurre il fuoco, chiamato da quegli uomini semplici e primitivi 'l'energia che sgorga dalla liberazione dei legami chimici in presenza di ossigeno'. I primi tentativi erano chiaramente destinati al fallimento, come tutti i pionieri ben sanno. Memori del rombo che aveva accompagnato il fulmine, i nostri antenati provarono col generare una varietà di suoni in tutte le maniere possibili, ma ne ricavarono unicamente un gran mal di gola. Fu solo quando si pensò di sfregare fra loro due pietre che si riuscì a generare la scintilla desiderata. Era fatta! Il fuoco poteva essere riprodotto. Già, ma a cosa serviva il fuoco? Non passò molto tempo che gli scienziati dell'epoca scoprirono che esso riscaldava. E con tutti i fuochi che venivano accesi in quel periodo, sulla terra faceva proprio caldo, e gli uomini iniziarono a perdere i peli. Però la notte i fuochi si spegnevano e gli uomini, ormai nudi, avevano freddo. Nacque così la necessità di procurarsi delle pelli per coprirsi dopo il tramonto e l'uomo divenne un cacciatore carnivoro. Quasi contemporaneamente, grazie ad una linea di pensiero che si era evoluta in maniera indipendente, si scoprì che il fuoco serviva anche per cucinare. Fu questa una trovata assai importante perché, obiettivamente, la pastasciutta cruda era un po' difficile da digerire. Ecco come, grazie al fuoco, l'uomo scese dagli alberi, imparò a vestirsi, cucinare, cacciare e, naturalmente, guerreggiare con il suo prossimo per la difesa del focolare domestico. Ma dopo quell'epoca d'oro, fonte di tanti progressi, venne un periodo di oscurantismo con i Greci e i Romani, i primi troppo impegnati a filosofare, i secondi a combattere, per creare qualcosa di nuovo in campo scientifico.

Bisogna arrivare niente di meno che a Galileo, Newton ed altri scienziati per scoprire nuove forme di energia e per una classificazione adeguata delle stesse. Grazie a questi eminenti ricercatori si scoprì che l'energia può essere potenziale o cinetica. Vediamo di spiegare cosa vuol dire. L'energia potenziale è quella che si possiede quando si può potenzialmente compiere un lavoro. Ad esempio, un disoccupato è un lavoratore potenziale; se ora il disoccupato incontra, nel corso di una manifestazione sindacale, il datore di lavoro che l'ha licenziato, acquista e fa acquistare una certa energia cinetica. Altro esempio. Io ho potenzialmente la possibilità di mollare uno sganassone a Mike Tyson; se libero questa energia potenziale acquisto di conseguenza un'energia cinetica. Se così non fosse si verificherebbe una violazione del terzo principio della dinamica, laddove si afferma che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.  Infatti è improbabile che la reazione di Mike Tyson avrebbe la stessa forza della mia azione. Sono parecchie ormai le forme di energia scoperte dall'uomo. Oltre all'energia termica, di cui abbiamo già parlato, esistono, per citare le principali, l'energia gravitazionale, quella chimica, l'elettromagnetica e la nucleare. Esiste in verità anche la forza debole, ma è un'entità talmente ambigua che ancora si esita a classificarla in qualche maniera.

L'energia gravitazionale è quella che fa cadere le mele dall'albero. E' nota al proposito la frase di Buridano, scienziato di indubbia fama: "Qui casca l'asino", ad indicare che se l'asino potesse levarsi per un istante in volo cadrebbe subito per effetto della gravità. In altre parole, la legge di gravitazione afferma che due corpi si attraggono. Ad esempio, io sono profondamente attratto dalla segretaria del Direttore; la legge però non spiega perché lei non sia invece attratta da me.

L'energia chimica e quella elettromagnetica sono state scoperte solo di recente, ma la loro portata è stata fenomenale. Il progresso è esploso di pari passo con la miriade di nuovi strumenti basati su queste risorse. Due esempi fra tutti: l'automobile e la televisione. Qui però entriamo in un nuovo campo d'esame che deve prendere in considerazione alcuni principi fino ad ora trascurati. Il primo è che più si consuma energia, più l'entropia dell'universo tende ad aumentare; basta guardare le strade di una grande città nell'ora di punta per rendersene conto. Il secondo è quello che potremo chiamare 'Principio dell'occultamento dell'energia umana'. Risulta infatti evidente come l'uomo tenda a conservare la propria energia fondamentale a scapito delle forme esterne che via via riesce a sfruttare. Quello che però accade è che la conservazione dell'energia umana sembra portare alla sua perdita attraverso canali che ancora non ci è dato conoscere, e l'uomo ora non cammina più, e neanche più pensa; tutto ciò che fa, ormai, è delegare alle macchine.

Infine, ultima temporalmente ma prima per potenza, è arrivata l'energia nucleare. Gli scimmioni che un tempo si inseguivano fra gli alberi e tutt'al più si divertivano a scagliare le noci di cocco contro le pietre, hanno scoperto che lo stesso principio vale anche per gli atomi. In tal modo si trovano ora a possedere una straordinaria forma di energia che supera tutte le precedenti e la cui liberazione otterrebbe un risultato a lungo inseguito dalla fantasia umana; il viaggio nel tempo non sarebbe più un'utopia. L'uomo post-nucleare potrà, se solo lo vorrà, ritornare indietro fino all'età della pietra. Purtroppo, e questa è l'unica nota dolente, il viaggio sarebbe a senso unico; nessun'altra direzione e nessun'altra meta finale sarebbero ammissibili. E non vi sarebbe ritorno. Però è già tanto, non credete?

E così un giorno i nostri pronipoti si aggireranno fra gli alberi, mangiando bacche e radici, e giocheranno a cercapulce in attesa, forse, che un nuovo fulmine li costringa a riprendere il ciclo continuo della fulgida e impareggiabile storia dell'uomo.  

 

 Il cavaliere elettrico

Letto volte.

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