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Magicamente
storie e poesie

 

Lo chiamavano tutti Bobby perchè tutti i cani che si incontravano per strada nei paesi di provincia si chiamavano così.
Non aveva una casa, una cuccia nè un posto fisso dove stare. Una volta lo vedevi nell’angolo tra la farmacia e la strada che portava dal giornalaio, un’altra volta stava sui gradini della chiesa e appena cercava di seguire una di quelle vecchie che alle sei del pomeriggio si avviavano per iniziare a recitare il rosario, Ferdinando il sacrestano lo cacciava via battendo i piedi per terra. Bobby scappava via, ma non per paura, ne sono convinto. Scappava per far credere a Ferdinando che anche fare il sacrestano aveva la sua bella dose di responsabilità.
I bambini che giocavano in piazza a volte lo prendevano a calci. Alcuni di loro riempivano buste di plastica con l’acqua della fontanina della piazza per lanciargliele addosso. Il cane scappava, ma poi si lasciava stringere in un angolo e si faceva bagnare tutto: Bobby non soffriva per questo: sapeva di far divertire quei ragazzi che da grandi non avrebbero più tirato buste piene d’acqua addosso ai cani ma forse avrebbero incontrato una donna che avrebbe impedito loro anche di sorridere.
Era un cane intelligente Bobby lo sapeva e non pretendeva che qualcuno gli dicesse che era un cane intelligente.
Da una sera di novembre non fu più visto in quella piazza. Il bidello del circolo dei pensionati, per alcuni giorni, gli portò da mangiare come sempre verso le tre del pomeriggio. Non vedendolo più per qualche giorno, rinunciò. Anche Ferdinando il sacrestano chiese in giro del cane. Per un po’ fu così, ma Bobby era davvero un cane intelligente e sapeva che per non dare dolore a volte è meglio morire lontano da quelle persone che magari vorrebbero anche dispiacersi e dire : – però è un peccato, gli mancava la parola !-
Così una notte di novembre Bobby si lasciò infilare in un cassonetto dell’immondizia da alcuni giovani che avevano voglia di bere e divertirsi e quando si ritrovò catapultato nel buio di un camion tra lattine, cartoni e cattivi odori, non volle abbaiare per non dare un dispiacere nemmeno a chi per mestiere raccoglie immondizie.
Così anche quella notte volle sorridersi addosso e farsi contento.
Si finse carta senza abbaiare.

Erri De Luca
Letto volte.

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