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Magicamente
storie e poesie



Il 24 ottobre del 1886 nacque Delmira Agustini 
poetessa uruguaiana (†1914)




Quando l’amore esplode 

Se la vita è amore, ch’essa sia benedetta!
Voglio aver più vita per amare! Oggi sento
che mille anni di idee non valgono
un azzurro minuto di sentimento.

Il mio cuore s’estingueva in una tristezza lenta.
Oggi, fior di Cupido, s’apre alla luce.
La vita esplode come una violenta marea,
che la mano dell’amore ha armato.

Oggi la mia melanconia s’avvia verso la notte,
triste e fredda, con le sue ali spezzate:
nell’ombra lontana essa svanisce,
come una chiazza di dolore antico…
E tutta la mia vita canta, bacia, ride!
E tutta la mia vita è una bocca in fiore!




Notturno 

Fuori, la notte in veste tragica singhiozza
Come un'enorme vedova incollata ai miei vetri.
La mia stanza...
Per uno splendido miracolo di luce e fuoco
La mia stanza è una grotta di oro e gemme rare:
E' come un muschio delicato, così profonda di tappeti,
ed è tanto vivida e calda così dolce che credo
di essere dentro un cuore....
Il mio letto insonne è bianco e vaporoso
Come il fiore dell'innocenza,
Come la spuma del vizio!
Questa è una notte di insonnia;
Ci sono notti oscure così oscure che portano sulla fronte
una rosa di sole...
In queste notti scure e chiare non si dorme
Io ti amo inverno!
Io ti immagino vecchio,
Ti immagino saggio,
Come un divino corpo di marmo palpitante
Che trascina come un manto regale il peso del tempo..
Inverno, io ti amo e sono la primavera...
Io sorrido, tu nevichi
Tu perché tutto sai
Io perché tutto sogno....
Amiamoci per questo!..
Sopra il mio letto insonne,
Così bianco e vaporoso come il fiore dell'innocenza,
Come la spuma del vizio,
Inverno, inverno, inverno,
Sprofondiamo in un ramo di rose e di gigli!





Il silenzio 

Tra le tue dita indolenti
Si sciolgono i miei capelli;
Sento vertigini ardenti
Nelle due tazze di caffè nero
Delle tue calde pupille;
Folle, più che folle,
Sono per i tuoi denti di crema
Tra le fragole delle tue labbra;
In fiamme mi frantumo
Per incastonarmi nel tuo abbraccio,
E cenere sono, delirio,
Quando m'ergo nella tua vita,
Tutta vestita d bianco,
Tutta profumo di giglio!




IL MIELE 

Cerca nel miele dei sogni
Sacra Ebrezza. Senza imbronciature
Si apre a te il dorato mare.
Voga, Simbad dei sogni!

Pellegrino di una fata
Attraversa climi adulatori
Porta la tua bocca addolcita
Al bacio mieloso della fata.

Il sublime miele! Che sfiori con le dita
Un punto la magica bocca
E si erge una diga di diamante
Tra lei e la tua dolcezza.
-Gode il fiore un momento
E... facendo attenzione alla spina.




Povero il mio cuore

Povero il mio cuore che si dissangua
Come una tragica clessidra in silenzio,
Senza il miracolo di ineffabili balsami
Nelle fascie tremanti delle tue dita!

Povera la mia anima tua rannichiata
Nel portico nelle rovine del Ricordo,
Aspettando di spalle la vita
Che forse un giorno ritorni il Tempo!....





CONTI DI MARMO 

Io, la statua di marmo con testa di fuoco,
che spengo le mie tempie in fredda e bianca preghiera…
Incastonate in un gesto di palma o di astro
il vostro corpo, l’ipnotico gioiello d’alabastro
scolpito a baci puri e brunito negli anni;
sereno, nell’ armatura della luna;
bianco, più che se foste il fiore della stirpe,
e dalla nicchia della vostra castità,
imbiancate di me i gigli profondi della vostra anima
La mia ombra bacerà il vostro manto di calma,
che crescendo, crescendo mi confonderà con Voi;
poi sarà la mia carne perduta nella vostra…
poi sarà la mia anima disciolta nella vostra…
poi sarà la gloria…e, saremo un dio!

Amore di bianco e freddo,
amore di statue, e gigli, e astri, e dèi…
Tu me lo dài, mio Dio!




FIERA D’AMORE 

Fiera d’amore, io soffro fame di cuori
di colombi, di avvoltoi, di caprioli o leoni
non c’è delizia che più tenti, non c’è sapore più gradito;
già aveva spezzato i miei artigli e l’istinto
quando eretta nella quasi oltreterra di un plinto
mi illuminò la statua di un antico imperatore.

E crebbe in me l’entusiasmo: dal tronco di pietra
salì il mio desiderio come edera fulminea
fino al petto bianco simile a neve
e chiesi al cuore impossibile…la scultura
custodiva la sua gloria serenissima e pura
con la fronte al Domani e la pianta all’Ieri.

Perenne il mio desiderio, nel tronco di pietra
si è rappreso come sanguinante edera
e da allora mordo le labbra sognando un cuore 
di statua, preda suprema per i miei begli artigli;
non di carne né di marmo: un impasto di stelle
senza sangue, né calore né palpito…

Nell’essenza di una sovrumana passione!



Vivere per amare e più lunga è la vita, maggiore è la possibilità di amare. Afferma così l’uruguayana Delmira Agustini (1886-1914), considerata una delle poetesse e femministe più importanti nella letteratura latino-americana del XX secolo.
Nella poesie Quando l’amore esplode, Delmira Agustini proclama la “violenta marea” dell’amore che rompe gli argini, spazza via la malinconia, spezza le ali alla tristezza. In tal modo, “un azzurro minuto di sentimento” diventa un dono impareggiabile.
Delmira Agustini ebbe un’intelligenza precoce. Fin da bambina si mostrò portata alla composizione poetica, tanto che i suoi primi versi risalgono a quando aveva appena dieci anni. Le sue prime pubblicazioni risalgono a quando non aveva ancora vent’anni. Eros, dio dell’amore, simbolizza l’erotismo ed è l’ispirazione per le poesie di Delmira Agustini sui piaceri carnali nonché il protagonista di molti suoi componimenti. In un periodo in cui tutto il suo mondo era dominato da uomini, lei approfondì la sessualità femminile
Si sposò con Enrique Jobs Reyes il 14 agosto 1913, ma il matrimonio si dimostrò fin da subito problematico, tanto che già un mese e mezzo dopo le nozze i due erano separati e divorziarono il giugno dell’anno successivo. A luglio di quello stesso anno venne uccisa dal suo ex marito, che poi si suicidò. Delmira Agustini aveva solo ventotto anni.

Letto volte.

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