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storie e poesie

Poesie di Francis Jammes
poeta francese nato il 2 dicembre del 1868






Eri tu schivo, Gesù Bambino

Eri tu schivo, Gesù Bambino,
un giorno, e come me piccino?
E che sentivi a vivere
fuori dei Cieli, e proprio come io vivo?
Pensavi mai le cose di lassù,
dove fossero gli angeli chiedevi?
Io al tuo posto avrei pianto
Per la mia casa fatta di cielo;
io cercherei dintorno a me, nell'aria:
"gli angeli dove sono? ", chiederei
e destandomi mi dispererei
che non vi fosse un angelo a vestirmi!
Anche tu possedevi dei balocchi,
come li abbiamo noi, bimbe e bambini?
E giocavi nei Cieli con tutti
gli angeli non troppo alti,
con le stelle a piastrella? Si giocava
a rimpiattino, dietro le loro ali?
Tua Madre ti lasciava sciupare le tue vesti
Sul nostro suol giocando?
Come bello serbarle sempre nuove,
per i Cieli d'azzurro sempre tersi!
T'inginocchiavi, a notte, per pregare,
e le tue mani, come noi, giungevi?
E a volte erano stanche, le manine,
e assai lunga sembrava la preghiera?
E ti piace così, che noi giungiamo
Le nostre mani per pregare a te?
A me sembrava, avanti io lo sapessi,
che la preghiera solo così vale.
E tua Madre, la sera, ti baciava,
i tuoi panni piegandoti con cura?
Non ti sentivi proprio buono, a letto,
baciato e quieto, dette le orazioni?
A tuo Padre la mia preghiera mostra
(Egli la guarderà, sei così bello! ),
e digli "O Padre, io, io il Figlio tuo,
ti reco la preghiera di un bambino".
Sorriderà, che la lingua dei bimbi
Sia la stessa di quando eri tu un bimbo!

Francis Jammes





Preghiera per andare in paradiso con gli asini

Quando dovrò venire a Te, 
mio Dio, sogno un giorno 
in cui la lieta campagna 
si cinge di un pulviscolo luminoso.
Io vorrei,così 
come feci quaggiù, 
scegliere un sentiero 
per avviarmi a mio 
piacimento in paradiso, 
dove le stelle brillano 
in pieno giorno. 
Prenderò il mio bastone 
e andrò sulla strada 
Maestra e dirò ai miei 
amici asini: Io sono 
Francis Jammes e vado 
in paradiso poiché anche 
l'inferno è annientato 
dalla misericordia 
divina. Dirò: venite 
dolci amici del cielo 
sereno,povere care bestie 
che scacciate tafani, api 
e percosse con un brusco 
scarto d'orecchie.Fra 
questi animali voglio 
comparire al Tuo cospetto.
Li amo perché abbassano 
il capo dolcemente e si 
fermano giungendo i 
piccoli zoccoli che 
muove pietà. Arriverò 
seguito dalla loro 
miriade di orecchie,
seguito da quelli che 
portano ceste sui 
fianchi, da quelli 
che trascinano 
carrozzoni di 
saltimbanchi o 
carrozzelle di piumini 
e di metallo,da quelli 
che portano sul dorso 
bidoni ammaccati. 
Asine pregne come otri, dalla
traballante andatura, 
da quelli a cui si 
infilano piccole brache 
per celare le piaghe 
livide e infette dalle 
mosche ostinate che si 
radunano a grappoli.
Mio Dio fa che con 
questi asini io giunga 
a Te, fa che nella pace, 
angeli ci conducano verso 
gli erbosi ruscelli che 
riflettono tremule 
ciliege, lisce come 
la pelle ridente di fanciulle. 
E fa che in 
questo soggiorno di anime, 
chino sulle Tue Acque 
divine, io sia simile 
agli asini che s
pecchieranno la loro 
umile, dolce povertà 
nella limpidezza 
dell'eterno amore.




PREGHIERA PER AMARE IL DOLORE

Io non ho che il dolore e non voglio altro.
Sempre mi è stato e ancora mi è fedele.
Perché avercela con lui se nelle ore
in cui l’anima stritolava il fondo del mio cuore
là si trovava e mi sedeva a fianco?
Oh dolore, ho finito, vedi, per rispettarti,
perché è certo che non mi lascerai.
Sì, l’ammetto, sei bello a forza d’essere,
e rassomigli a quelli che non abbandonarono
il triste focolare del mio povero nero cuore. 
Mio dolore, sei più di un’innamorata,
perché nel giorno della mia agonia,
lo so, tu sarai là, sul mio letto, dolore,
per tentare di entrarmi ancora in cuore.

Traduzione di Francesco Dalessandro







LA PREGHIERA

Per quel ragazzo ucciso tra le braccia di sua madre,
breve la vita e ignaro di chi fosse mai suo padre
e per quell'usignolo che non saprà il perchè,
con l'ala insanguinata,soccomberà perdente,
così, per sete e fame ed il delirio ardente,
io prego te, Maria.

Per l'infanzia negata da un padre che violenta,
per l'asino battuto coi piedi al basso ventre,
e per quell'innocente, comunque carcerato,
per la giovane venduta, spogliata ed umiliata,
per il figlio la cui madre è stata insultata,
io prego te, Maria.

Per la vecchia che vacilla: son troppe le sue attese,
grida:"Mio Dio, ho le braccia con il dolore offese"
e vane hanno sperato in un appoggio umano,
come la croce di tuo Figlio su Simone di Cirene,
l'agonia di quel puledro che sotto il carro freme,
io prego te, Maria.

Per i quattro orizzonti che crocifiggono il mondo,
per chiunque è torturato, sfigurato e poi soccombe,
per quelli senza piedi o che han per mani un moncherino,
per l'ammalato e chi non rivedrà più il mattino
e per il giusto visto al rango di assassino,
io prego te, Maria.

Per la madre che apprende del figlio che è guarito,
chi invano chiama chi, dal nido un dì, è poi caduto
e per l'erba che ha sete sotto il cielo più bagnato,
per un bacio perduto e per l'amore che han donato,
per il soldo che il barbone, con gioia, ha ritrovato,
io prego te, Maria.


Francis Jammes
traduzione di Andrea Buriani










Francis Jammes (Tournay, 2 dicembre 1868 – Hasparren, 1º novembre 1938) è stato un poeta francese.
Studiò nel liceo di Pau e poi a Bordeaux. Nel 1886, dopo la bocciatura all'esame di maturità, scoprì l'opera poetica di Charles Baudelaire e, sotto quell'ispirazione, compose 89 poesie. Nel 1889 s'impiegò come praticante di un notaio di Orthez ma trovò il tempo di spedire a riviste letterarie le sue prove poetiche, notate da Stéphane Mallarmé e André Gide. Dal 1895 si dedicò esclusivamente alla poesia.
Dal 1898 al 1900 scrisse De l'Angélus de l'aube à l'Angélus du soir, poi Le Deuil des Primevères; si legò d'amicizia con Paul Claudel nel 1901. A 35 anni, visse una triste storia d'amore che gli ispirò un'ammirevole raccolta di versi, Clairière dans le Ciel. Nel 1907 sposò Geneviève Goedorp, una sua fervente ammiratrice. Da lei ebbe sei figli. Nel 1912 vennero pubblicate le sue Géorgiques chrétiennes.Esponente di spicco del simbolismo minore, la sua poesia è fatta di serena contemplazione delle cose e della natura. È definito dalla critica come il cantore dei sentimenti semplici e quotidiani. Significativa è la poesia "Preghiera per sposare una donna semplice", in cui viene descritto un sentimento reale e durevole; la donna presentata è ben diversa dalla donna dannunziana.
"Prière", una sua poesia tratta da De l'Angelus de l'aube .... fu musicata e cantata da Georges Brassens.

 

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