
E così quella particolare ragazza
In una cerimoniosa passeggiata d'aprile
Col suo più recente pretendente
Si trovò all'improvviso oltremodo sconvolta
Dalla sfrenata babele degli uccelli,
Da quel mare di foglie.
In preda a questo tumulto, osservava
I gesti del suo innamorato che sbilanciavano l'aria,
E il proprio passo vagante ineguale
In quel solitario rigoglio di felci e fiori.
Giudicava i petali in scompiglio,
e la stagione in generale, sciatta.
Come desiderò allora l'inverno! -
Scrupolosamente austero nel suo ordine
Di bianco e nero
Ghiaccio e roccia, ogni senso entro i limiti,
E la gelida disciplina del cuore
Esatta come fiocco di neve.
Ma ecco - un germogliare
Anomalo abbastanza da mettere in scompiglio
Le sue cinque regali facoltà -
Un tradimento da non tollerare. Sì, impazziscano pure
Gli idioti nel manicomio primavera:
Lei se ne tirò subito fuori ...
(S. Plath, "La Zitella", da The Colossus)
...manicomio primavera
Letto volte.