I suoni e i rumori della natura sono sempre stati ascoltati con estrema attenzione dagli uomini,
soprattutto dagli uomini primitivi, che hanno cercato di imitarli, creando così i primi strumenti musicali.
Gli strumenti a percussione nacquero forse dal desiderio di imitare il brontolio del tuono, e furono ricavati dapprima da tronchi cavi, le cui pareti venivano percosse con le mani,
poi da tronchi d'albero cavi ricoperti da pelli d'animale.
E forse fu il soffio del vento a suggerire all'uomo l'idea del flauto e dei primi strumenti a fiato,
tratti da canne svuotate del midollo.
Infine la corda tesa dell'arco, nel momento in cui si allentava per il lancio del dardo,
produceva un sibilo che suggerì certamente il primo strumento a corda.
Varie, insomma, sono le voci della natura che la musica ha cercato di imitare,
inserendole in un contesto orchestrale.

Il violinista pazzo
Non fluì dalla strada del nord
né dalla via del sud
la sua musica selvaggia per la prima volta
nel villaggio quel giorno.
Egli apparve all' improvviso nel sentiero,
tutti uscirono ad ascoltarlo,
all' improvviso se ne andò, e invano
sperarono di rivederlo.
La sua strana musica infuse
in ogni cuore un desiderio di libertà.
Non era una melodia,
e neppure una non melodia.
In un luogo molto lontano,
in un luogo assai remoto,
costretti a vivere, essi
sentirono una risposta a questo suono.
Risposta a quel desiderio
che ognuno ha nel proprio seno,
il senso perduto che appartiene
alla ricerca dimenticata.
La sposa felice capì
d' essere malmaritata,
L' appassionato e contento amante
si stancò di amare ancora,
la fanciulla e il ragazzo furono felici
d' aver solo sognato,
i cuori solitari che erano tristi
si sentirono meno soli in qualche luogo.
In ogni anima sbocciava il fiore
che al tatto lascia polvere senza terra,
la prima ora dell' anima gemella,
quella parte che ci completa,
l' ombra che viene a benedire
dalle inespresse profondità lambite
la luminosa inquietudine
migliore del riposo.
Così come venne andò via.
Lo sentirono come un mezzo-essere.
Poi, dolcemente, si confuse
con il silenzio e il ricordo.
Il sonno lasciò di nuovo il loro riso,
morì la loro estatica speranza,
e poco dopo dimenticarono
che era passato.
Tuttavia, quando la tristezza di vivere,
poiché la vita non è voluta,
ritorna nell' ora dei sogni,
col senso della sua freddezza,
improvvisamente ciascuno ricorda -
risplendente come la luna nuova
dove il sogno-vita diventa cenere -
la melodia del violinista pazzo.
Fernando Pessoa

Il pianista
Il mondo è un pianoforte
pigerai il bianco pigerai in nero
ma è in te il solo sentiero.
Sei tu il pianista
di questa vita d’artista.
Il mondo è un pianoforte
tra strade sane e contorte
non affidarti alla sorte
scegli quella che non è morte.
Sei tu il pianista
di questa vita d’artista.
Il mondo è un pianoforte
dove aperte e chiuse sono le porte
sei tu l’artefice delle svolte.
Sei tu il pianista
di questa vita d’artista
la sala è gremita
dai inizio alla vita.
Cleonice Parisi

Note di pianoforte
Lungo la spiaggia
fra voli di gabbiani
mi hai parlato di conchiglie
che germogliano amore.
Mi hai baciata
in un concerto di stelle
e in un profumo di ricami
che danzano nel cielo.
Ho ascoltato il tuo respiro
fra le onde del mare
e sussurrato sul tuo cuore
parole d'anima
e colorate carezze
d'arcobaleno
tra impalpabili ebbrezze.
Note di pianoforte
illuminavano gl'istanti
al di là dei pensieri,
qual gocce di stelle
cadute dal cielo tra sensi
e paradisi perduti.
Ela Gentile

La chitarra
Incomincia il pianto
della chitarra.
Si rompono le coppe dell'alba.
Incomincia il pianto
della chitarra.
È inutile
farla tacere.
È impossibile
farla tacere.
Piange monotona
come piange l'acqua,
come piange il vento
sulla neve.
È impossibile
farla tacere.
Piange per cose
lontane.
Arena del caldo meridione
che chiede camelie bianche.
Piange freccia senza bersaglio
la sera senza domani
e il primo uccello morto
sul ramo.
Oh, chitarra,
cuore trafitto
da cinque spade!
Federigo Garcia Lorca

Il suono della chitarra
Chitarra di locanda che oggi suoni
jota e domani suoni petenera,
a seconda polverate corde,
chitarra di locanda delle strade,
giammai tu fosti Ii è sarai poeta.
Anima sei che all'anime viandanti
dice la solitaria sua armonia...
E ascoltandoti sogna il pellegrino
d'udire un'aria del natio paese.
A. Machàdo

Voce di Flauto
Notte regna,
silenzio d' intorno
incorona il capo tuo delizioso
come fosse diadema principesco.
Mi aiuta ad osare
sulla guancia una lieve carezza
che mi rendi affettuosa,
mentre come un cucciolo
ti raggomitoli sotto il piumino.
In quell'istante la tua voce sussurra
con leggiadria di flauto
"ti voglio bene"
e dolcemente passi
nelle braccia di Morfeo ...
Ah, quanto vorrei essere quell'epica entità.
Lorenzo Magni

Un'arpa chiamata artista
Doni d'estate
come canti di sirene all'Ulisse
m'incantano d'immenso.
Poeti d' altre sponde
che ti smuovono scarlatte corde
d'un'arpa chiamata artista.
Risi di fulgente spirto
'carezzano li miei occhi
ed estasiato nel core
incateno l'alma mia a questa terra.
Quando 'l vento mio
incontra i suoi lidi
libra radioso su cotanti bagliori.
Quanta speme s'effonde nel core
quanti canti m'intonano l'angeli...
fossi albore rimarrei
ché le radici siciliane
son di linfa
di vitale firmamento.
Luca Sebastiano Nisi
Letto volte.