Amici…

Nel silenzio di questo notte ripenso a quagli anni, quei terribili lunghi 10 anni, di disperazione, in cui rimanemmo soli, che le disgrazie, quel tipo di disgrazie, allontanano gli amici, come fossero malattie contagiose, da cui allontanarsi il più possibile, che il destino potrebbe aggirarsi nelle vicinanze e colpire anche chi vi sta vicino. Qualche telefonata di prammatica, a distanza di sicurezza, qualche parola di conforto, con il calore di un calorifero spento da ore. Poi, a distanza di anni, il riavvicinamento, e quelle frasi stupide, “Non immaginavo “ “Non sapevo””Non avevo capito” o peggio “Ti pensavo spesso”, che assurdità, che meschinità. Meglio essere soli, e lottare con forza come abbiamo fatto. Da soli. Abbiamo capito senza ombra di dubbio in quella occasione che tipo di amicizie squallide e inutili ci portavamo appresso da anni. Mentre la notte avanza, rivedo quei volti, quelle voci in falsetto, e mi vengono i brividi. Pagliacci travestiti, i nostri cani ci hanno fatto più compagnia.
Addio amici cari, non era di larve come voi, che avevamo bisogno.
Grazia