
Novembre quatto quatto è arrivato, cogliendo i nostri sensi di sorpresa.
Di colpo, come osservò tristemente il poeta inglese Thomas Hood due secoli fa,
non c’è “ombra né splendore, né farfalle né api, né frutti né fiori, né foglie né uccelli”.
Fuori steli grigio-argento rivelano un paesaggio famigliare striato di pretenziosità.
Dietro porte chiuse, ambrati fuochi ardenti gettano luce sul Reale.
Come una donna che ha trovato la sua autenticità, la bellezza di novembre irradia da dentro.
Tutto gela di nuovo,
tra i pini, i venti
mormorano una preghiera
Riel, poeta giapponese del XVIII secolo
Novembre
Letto volte.