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Magicamente
storie e poesie


Da Robert Capa a Mapplethorpe e Salgado: 20 artisti in un volume 

Come nasce un capolavoro realizzato in un istante: I volti della Grande Depressione, la gioia alla fine della Guerra, l'erotismo e le sue forme...Una grande raccolta di immagini fa la storia della fotografia. Ne abbiamo scelte 9, e vi raccontiamo il mondo che c'è dietro.
di Chiara Mariani 

Credo che la fotografia consenta, entro certi limiti, di riordinare il caos che sta davanti ai nostri occhi ... ciò che mi propongo da tempo come obiettivo è riuscire ad avere uno sguardo liberato dai moralismi, da ideologie, dall'incubo latente del pregiudizio". È un'annotazione di Gabriele Basilico che accompagna uno scatto fatto a Rio de Janeiro, Potrebbe però essere la dichiarazione di ognuno dei 20 protagonisti del volume Grandi Fotografi (in uscita in questi giorni da Contrasto, da cui sono tratti gli scatti di queste pagine) che, per quanto diversi per età, formazione, sensibilità, sono uniti dal rispetto per il mezzo espressivo che hanno scelto, consapevoli del suo potere, affascinati dalla sua duttilità, per celebrare la bellezza, denunciare il dolore, le ingiustizie o la sopraffazione. Artisti nell'empireo della storia della fotografia, tormentati dalla necessità di esprimere il proprio mondo interiore attraverso immagini oneste, sofisticate e incisive. Grazie agli incisi dei fotografi, alle note puntuali e ai testi critici dei curatori del volume, i loro archivi diventano più intelligibili. Gettando luce anche sulla produzione di altri colleghi che qui non potevano essere inclusi. 




GIOVANI CONTADINI, 1914 
Gli archetipi di August Sander


Per chi, come August Sander, comincia a lavorare in miniera a 14 anni, la fotografia può essere solo documentaria. Nato nel 1876 nel cuore minerario della Germania, incontra la sua passione per caso, quando un fotografo giunto dove lavorava Sander, gli chiede di portare i suoi attrezzi. Nasce un'ispirazione che è alla base dell'opera Uomini del XX secolo: centinaia di personaggi che sono individui connotati personalmente e socialmente, e allo stesso tempo archetipi dell'umanità. Il crudo affresco della società tedesca non piace alla Germania del Fuhrer che manda al macero i suoi libri e impedisce la pubblicazione di nuovi. Sander riesce a salvare una parte dell'archivio. Suo figlio Erich, dopo 10 anni di prigione per il suo attivismo nel Partito Socialista, muore nel '44. Nel '55 le sue fotografie fanno parte della mostra The Family oF Man organizzata da Edward Steichen al MoMA di New York. 




FLOYD BURROUGHS, ALABAMA 1936 
Walker Evans e il New Deal 


Voleva diventare uno scrittore, ma il timore di confrontarsi con i suoi miti letterari lo spinge verso la macchina fotografica. Grazie alla frustrazione, Walker Evans, nato nel 1903 nel Missouri, diventa un maestro del fotogiornalismo americano. Compie il suo apprendistato nelle strade di New York e nel 1935 inizia a collaborare con la Farm Security Administration con il mandato di documentare la situazione dei contadini del Sud durante la Grande Depressione e sostenere le soluzioni del New Deal di Franklin D. Roosevelt. Nel 1938, il MoMA di New York organizza la prima mostra monografica dedicata a un fotografo. Nel 1941 pubblica Let Us now Praise Famous Men, con testi di James Agee. Confortato dai propri successi, inizia a collaborare con i grandi magazine, prima con Time e poi con Fortune, sia come fotografo sia come scrittore. Dal 1965 insegna fotografia alla Yale School of Art and Architecture. 






NERO E BIANCO, 1926 
Man Ray, il rivoluzionario 


Quando, nel 1920, Man Ray giunge a Parigi dall'America dove era nato nel 1890 da emigranti russi, rivoluziona l'arte della fotografia. Pittore e regista, è apprezzato soprattutto come fotografo nell'ambito dell'élite intellettuale alla ricerca di un ritratto insolito. Tra questi. Gertrude Stein, André Breton, Erik Satie. Grande amico di Marcel Duchamp, è affascinato dal dadaismo prima e dal surrealismo poi, di cui diventa uno dei protagonisti. Durante la liaison con Kiki, ritratta qui accanto, sua musa e compagna all'inizio dell'avventura parigina, per caso scopre la tecnica della rayografia; nel 1929, sempre accidentalmente, scopre, insieme alla compagna-fotografa-modella Lee Miller, il procedimento chimico che chiama solarizzazione. Secondo la leggenda, un topo spaventa Lee e provoca l'accensione della luce in fase di stampa. 



PARIGI LIBERATA, 26 AGOSTO 1944 
Robert Capa è leggenda 


Nato a Budapest da genitori ebrei nel 1913, Robert Capa è la leggenda della storia della fotografia. Al secolo Andre Friedman, decide lo pseudonimo con Gerda Taro, sua compagna e collega che morirà durante la Guerra Civile Spagnola. Lo sbarco in Normandia, che copre per Life, gli consegna la fama imperitura con solo 11 dei 72 scatti che realizza "danzando con la morte" in compagnia dei soldati che sui mezzi anfibi raggiungono Omaha Beach: per un errore di laboratorio, 61 fotografie sono irrimediabilmente danneggiate e le restanti risultano mosse. Vive una storia d'amore con Ingrid Bergman, è amico di Steinbeck, Hemingway, Picasso, e nel 1947, con Cartier-Bresson, Seymour e Rodger, fonda l'agenzia Magnum. Nel 1954 in Indocina sostituisce un collega: muore saltando su una mina. 



PARIGI, FRANCIA 1989 
L'empatia di Elliott Erwitt 


È un cittadino del mondo, Elliott Erwitt: nasce a Parigi, nel 1928, da genitori ebrei russi, vive in Italia, poi si trasferisce con la famiglia negli Stati Uniti. Fin da adolescente parla italiano, francese, inglese, russo, e questa conoscenza della diversità stimola il suo innato interesse per l'umanità. Nelle sue fotografie c'è un binomio riconoscibile: umorismo ed empatia. Sintetizza le situazioni in un'immagine: il razzismo americano nella raffigurazione delle toilette, dove sono previsti due lavabi, uno per i bianchi e l'altro per i neri; l'atmosfera della Guerra Fredda nell'attimo in cui Nixon punta un dito alla giacca di Kruschev. La sua produzione è sconfinata. Tra gli altri ritrae Che Guevara, JFK, Marlon Brando, Jack Kerouac, Paolo VI, Charles De Gaulle, la lacrima di Jacqueline Kennedy sul velo al funerale del marito. È sul set de Gli Spostati, con Arthur Miller, Marilyn Monroe e Clark Gable. 





THOMAS, 1987 
Robert Mapplethorpe e l'inaspettato 


La parabola artistica di Robert Mapplethorpe, nato nel 1946 nel Queens, a New York, dura vent'anni e conosce solo l'ascesa, interrotta nel 1989 dalle devastazioni dell'Aids, virus che lo aveva già privato del compagno Sam Wagstaff. Quando inizia, sono gli anni della Factory di Andy Warhol, delle droghe, del Chelsea Hotel dove condivide la stanza con l'amica Patti Smith, alla quale scatta il ritratto della cover del suo primo disco: Horses. Dopo aver rappresentato la propria sessualità con una Polaroid, è con l'Hasselblad, dono di Sam nel 1975, che inizia una nuova avventura simulando l'estetica classica e producendo i provocanti capolavori che lo rendono famoso: nudi, allusioni sadomaso, ritratti di persone famose, nature morte. Dirà poco prima di morire: « ... non mi piace la parola scioccante. Io cerco l'inaspettato. Cerco cose mai viste ... ero nella posizione per scattare quelle immagini e ho sentito il dovere di farlo». 



VESTITO VERSACE DA DIETRO, EL MIRAGE, CALIFORNIA 1990 
Il preferito delle star: Herb Ritts 


Quando si affaccia sulla scena, è già un fuoriclasse fantasioso e raffinato. Nato nel 1952 a Los Angeles, dopo gli studi universitari è incerto sul da farsi. Il destino gli dà una spinta e nel 1978 si trova tra un gruppo di persone che annovera un attore sconosciuto: Richard Gere. Lo fotografa sexy a torso nudo nel deserto californiano a una pompa di benzina, anticipando la sfrontatezza di American gigolò. Inizia una carriera fulminante: è il fotografo preferito delle star emergenti come Madonna ma anche di Ferré e Versace. Andy Warhol lo vuole nello staff di Interview. Le sue creazioni non necessitano scenari o manipolazioni. È la forza del suo sguardo che produce immagini indimenticabili. Muore nel 2002. 



PARANÀ, BRASILE 1996 
Sebastiào Salgado, l'uomo e la Terra 


È l'uomo, il centro dell'interesse di Sebastiào Salgado, ex economista nato nel 1944 nello Stato di Minas Gerais in Brasile. «Vivere il momento storico e testimoniarlo» è la dichiarazione di intenti del fotografo che dal 1973 aspira a realizzare un grande affresco che abbracci il più possibile le grandi tematiche sociali e ambientali del globo. Nel 1987 comincia il suo monumentale progetto sul lavoro che culmina nel 1993 con il volume La Mano dell'Uomo e l'omonima mostra itinerante visitata da milioni di persone. Nel 2000 conclude In Cammino, 36 reportage realizzati in 6 anni sui movimenti migratori delle popolazioni. Salgado è impegnato nella salvaguardia dell'ambiente: fonda, con la moglie Léila, l'Istituto Terra per la riforestazione della fascia atlantica brasiliana e negli ultimi anni lavora a Genesi, un progetto dedicato all'equilibrio del pianeta. 




KAORI,2008 
L'eros secondo Nobuyoshi Araki 


Nato nel 1940 a Tokyo, Araki è il maestro della rappresentazione erotica. Trae ispirazione dalla tradizione Shunga (XVII-XIX secolo) che include narrazioni in cui l'atto sessuale è centrale, esorcizza la morte ricordando come l'eros sia l'inizio della vita. Agli inizi, Araki edita e pubblica da solo i primi libri. Oggi sono più di 400 i suoi volumi in circolazione. La prima raccolta apprezzata dal pubblico è il racconto per immagini della sua luna di miele nel 1971: Sentimenta Journey. Dopo la morte della moglie Yoko nel 1991. pubblica un inno all'amore che non c'è più, Winter Journey. Famose le sue fotografie in cui rappresenta il bondage, ovvero le pratiche sessuali e voyeuristiche che prevedono che gli arti siano legati. Anche in questo caso, Araki in realtà sviluppa in chiave contemporanea la pratica del Kinbaku (XVII- XIX sec.), forma artistica di scultura vivente ma anche pratica sessuale.
Letto volte.

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