
Certe notti si alza un vento freddo che sollevava la polvere e fa tremare i vetri delle finestre. Quegli spifferi mi sembrano sospiri di disperati che tentano di entrare, anime in pena che cercano scampo nelle stanze riscaldate: non per il freddo o per la fame, ma per trovare conforto nel contatto di esistenze concrete. Restano fuori, tremanti e impalpabili fino a quando il vento cessa e allora si adagiano spossati, come pensieri respinti, in fondo a vicoli scuri. Li sentirò ancora al prossimo temporale e prima o poi non saprò resistere e li lascerò entrare. Potrei imparare a condividere con loro la mia essenza, forse riuscirei a consolarli e a farmeli amici. Ho un po' paura, spero che il sereno mi lasci ancora del tempo, prima che le finestre tornino a parlarmi.
Grazia
Le finestre...
Letto volte.