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in poesia



Marzo è il mese da tutti chiamato pazzerello, proprio per i suoi cambiamenti... di umore.
E' scherzoso come un giovane esuberante: sembra volersi divertire alle nostre spalle.
Niente paura: c'è sentore di violette nell'aria: esse sono spuntate sulle prode dei fossi e il prato è costellato di margherite e di primule.




Proverbi e saggezza popolare

Per San Benedetto
la rondine sotto il tetto.
Per l'Annunziata è finita l'invernata.
Se Marzo non marzeggia,
Aprile non verdeggia.



Gelo marzolino rattrista il contadino.



Quando canta il merlo siamo fuori dall'inverno.



Marzo sbirro e banderuola prende il verno per la gola.



Marzo molle, gran per tre zolle.
Marzo asciutto gran da per tutto.




Fiorita di marzo
di Ada Negri

La fioritura vostra è troppo breve,
o rosei peschi, o gracili albicocchi
nudi sotto i bei petali di neve.
Troppo rapido il passo con cui tocchi
il suolo, e al tuo passar l'erba germoglia,
o Primavera, o gioia de' miei occhi.
Mentre io contemplo, ferma sulla soglia
dell'orto, il pio miracolo dei fiori
sbocciati sulle rame senza foglia,
essi, ne' loro tenui colori,
tremano già del vento alla carezza,
volan per l'aria densa di languori;
e se ne va così la tua bellezza,
come una nube, e come un sogno muori,
o fiorita di Marzo, o Giovinezza...





Marzo
di Angiolo Silvio Novaro

Marzo: una lacrimetta
che una ventata asciuga,
e qualche nuvoletta
che il sole mette in fuga.
Minaccia di buferae poi,
tutto ad un tratto,
riso di primavera.
Oh! marzo, marzo matto.



Marzo
di Diego Valeri

Un sentore di viole ...
Ecco marzo pazzerello
piedi nudi e giubberello,
ricci al vento e viso al sole.
E' una gioia rivederlo
e se, a tratti si fa mesto
pur si rasserena presto
e fischietta come un merlo.




Marzo
di Johann Wolfang Goethe


E' nevicato. Non è il tempo ancor
che mille e mille fior...
che mille e mille fior
mi fan beato.
C'inganna il sole col suo dolce ardor.
Le rondini anche lor
le rondini anche lor..
giungono, ma sole.



Marzo
di Salvatore Di Giacomo


Marzo: nu poco chiove
e n’ato ppoco stracqua
torna a chiovere, schiove,
ride ‘o sole cu ll’acqua.

Mo nu cielo celeste,
mo n’aria cupa e nera,
mo d’’o vierno ‘e tempesta,
mo n’aria ‘e Primmavera.

N’ auciello freddigliuso
aspetta ch’esce ‘o sole,
ncopp’’o tturreno nfuso
suspireno ‘e vviole.

Catarì!…Che buo’ cchiù?
Ntiénneme, core mio!
Marzo, tu ‘o ssaie, si’ tu,
e st’ auciello songo io.



Buon marzo
Letto volte.

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