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Magicamente
storie e poesie







Abbandonato 

La porta di casa si aprì lentamente ed i due uscirono in maniera quasi furtiva da quella che consideravano la loro abitazione. Una rapida occhiata come per essere sicuri di non essere stati visti e poi via verso il viale che li avrebbe portati lontano da quella casa, da quella città, da quegli ingombranti affetti.
-“ Mi sembra che sia tutto a posto”.- disse lui.
-“ Si, certo, lo credo anch’io”.- disse lei.
Passarono alcuni lunghi ed interminabili secondi ed il silenzio divenne forte ed insopportabile come un urlo; quindi ricominciarono a parlare tra loro. 
-“ Tu dici che abbiamo fatto bene?”- disse lui mestamente.
-“ Certo e poi lo sai anche tu che non avevamo altra scelta”.- disse lei con voce rotta.
-“ Lo so, però……ecco non mi sento tranquillo, così, solo, potrebbe fare qualunque cosa, anche un danno”.- disse lui con un briciolo di speranza.
-“ Stai tranquillo, gli daranno un’occhiata i vicini, del resto non è la prima volta che ci allontaniamo; anche se stavolta, lo devo ammettere, staremo fuori un bel po’ di giorni”.- disse lei rassicurante.
-“ Stavolta allora, avremmo dovuto portarlo con noi”.- disse lui con un tono di voce che sembrava allo stesso tempo arrabbiato e rassegnato.
-“ Non dire sciocchezze, sarebbe stato solo d’intralcio e poi, lo sai anche tu, dove stiamo andando non avrebbero avuto posto per Lui”.- disse lei con voce leggermente alterata.
Si voltarono solo per vedere la loro bella casa che ad ogni passo si allontanava sempre più, poi si guardarono un attimo negli occhi e ripresero a camminare lentamente.
-“ Questa, però, è l’ultima volta che lo lasciamo a casa da solo. Probabilmente soffrirà nel non vederci e si sentirà abbandonato, potrebbe commettere qualche sciocchezza; potrebbe diventare anche pericoloso e fare del male, sia a se stesso che agli altri. Non sarebbe la prima volta che diventano aggressivi quando rimangono soli”.- disse lui in un crescendo vocale.
-“ Senti, io mi sento triste ed angosciata quanto te, ma era più di un anno che non ci prendevamo un piccolo periodo di vacanza, ormai è abbastanza grande per fare a meno di noi, almeno per qualche giorno. Cerchiamo di non pensarci, dopotutto siamo in ferie”.- disse lei con voce pacata ed accomodante.
-“ Va bene, va bene, hai ragione tu, adesso andiamo e pensiamo solo a riposarci, sono sicuro che anche Lui starà bene”.- disse lui ormai calmo e serenamente rassegnato.
I due si girarono verso la casa un’ultima volta e proprio in quel momento, dalla porta uscì di corsa una persona che agitava le braccia in maniera convulsa e gridava ai due animali di tornare indietro. Sembrava che l’uomo fosse totalmente in preda al panico; si era appena reso conto di essere stato lasciato a casa da solo, abbandonato per le ferie estive.
Il cane e la gatta si guardarono, poi si girarono di nuovo verso l’uomo quasi per scusarsi del loro “umano” gesto, quindi ripresero il cammino verso la loro vacanza. 

ANDREA LAPROVITERA

Letto volte.

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