
Felicità della sera
Felicità,non so ancora vederti.
E vengo a parlarti, ad ogni sera,
quando chiusa la porta
quel che mi resta in casa
tace, nell’ombra della cena.
E quel che ho, quel che ho tenuto del giorno,
resta legato in me.
Ed ho ancora speranza, senza più la fatica,
senza alcuna stanchezza.
Forse non ti guardo gli occhi, ma tu,
vedi i miei, riparati alla notte.
Può darsi quel giorno
mi sia ancora sospeso
ma tu, con il tuo nome semplice,
guardati intorno, e guardami.
Senti il mio sacrificio, la mia sevizia d’agnello
che accetto, nel nome di Colui in cui credo
e di lei, che respira in me.
Lasciati accadere, nell’improvviso.
E quando verrai, fai un fischio.
Forse non so trovarti
e se tu ora non sei, non importa:
è una sera, ed è tutta una vita.
Non so ancora vederti,
ma giuro
che non ho più tormenti.
Antonio Blunda

Biografia
Nato a Erice (Tp) il 26/02/1972, risiedo fino all’età di 4 anni a Marsala.
Successivamente a Palermo, dove vivo tuttora ed esercito la professione di avvocato.
Inizio ad accostarmi alla poesia intorno ai 6 anni, iniziando da allora a leggere e scrivere poesie.
Gli autori preferiti in assoluto sono Hikmet e Ungaretti.
Tra le passioni coltivate : letteratura, poesia, narrativa, fisica quantistica, storia, filosofia.
Inizio a partecipare a concorsi di poesia e narrativa per puro caso, su suggerimento di un amico, soltanto a partire dall’ottobre 2000, riscuotendo nel corso degli anni parecchi consensi.
Gestisco un blog su www.antonioblunda@wordpress.com, dove accolgo, racconto e riporto temi ed articoli di diversa natura, in particolar modo ed interesse relativi alla poesia contemporanea.
Sono uno degli autori scelti per un’intervista sulla rivista italo-argentina “agorà magazine”.
Presente su diverse riviste letterarie italiane e straniere.
Diverse mie poesie sono state tradotte amichevolmente in inglese, spagnolo, francese, e arabo, grazie ad alcuni amici e collaboratori di particolare rilievo oltre che in Italia, in Giordania, Iran, Stati Uniti, Francia, Spagna, Argentina, Filippine.
Mi considero un libero pensatore, formulatore di domande senza risposta, studioso dei perchè, sognatore d’armonia, cercatore di umanità.
A causa di una malattia congenita chiamata Poesia, ho iniziato a scrivere in tenera età, per tentare di curarmi. La cura è tuttora in corso.
Antonio Blunda
Questo è il suo interessante blog
Antonio Blunda