
Mi sono sentita spesso sola, anche in compagnia. Da bambina in certi momenti era come se sparissi, entravo nel mio mondo dove non c’erano ingiustizie, dove il cielo era blù intenso e grandi erano gli abbracci. La gente era buona e quando accadeva qualcosa di brutto, quando il male si palesava, era una “finzione”, chi moriva si rialzava e ritornava a vivere. Nel mio mondo di fantasia la resurrezione era una costante. Quando riemergevo alla realtà, richiamata perché dovevo mangiare o altro, rientravo mio malgrado al mondo dei più, alla vita di tutti. Ci sono bambini con lo sguardo adulto, altri che sembrano smarriti, io appartengo ad entrambe le categorie. Ho individuato nella fantasia quel luogo magico in cui rifugiarmi. Oggi non è più così idilliaco come un tempo e questo è perché io sono invecchiata e il mio mondo con me, ed è sempre più difficile illudermi, ma non demordo.
Grazia
Letto volte.