Riflessioni
Cerca
Magicamente
storie e poesie

Il sentimento dell'indignazione è regolato, come tutti i sentimenti e le sensazioni, con un densimetro emozionale. La caratteristica di questo densimetro consiste nel tempo necessario perché scenda a zero. Dopo una lite in cui la rabbia è giunta ai massimi livelli, anche quando si sono rappacificati e la moglie cerca di calmarlo con tenere carezze, il marito probabilmente rifiuta le sue moine con queste parole: «Lasciami stare. Tra un po' mi passa». Anche se si spegne il fornello, l'acqua che stava bollendo ci impiega un po' a raffreddarsi. Un processo analogo riguarda il meccanismo emozionale della collera. Anche se la discussione finisce o se non c'è più il motivo che ha provocato l'arrabbiatura, il densimetro dell'ira ci mette un po' di tempo a raggiungere gli zero gradi. Da una prospettiva nuova cogliamo i meccanismi emozionali che funzionano con cadenza, ritmo, qualità, quantità, inizio e fine e che obbediscono a leggi totalmente indipendenti dalla coscienza o dal libero arbitrio dell'individuo. L'essere umano è uno spettatore che osserva il movimento, il variare di colore e l'intensità "delle nuvole emozionali del cielo della sua anima". Le nubi, i sentimenti e le sensazioni obbediscono a leggi proprie. Non c'è niente di tanto obiettivo e inconscio quanto il governo dei sentimenti e delle sensazioni affidato totalmente a una macchina biologica, a un computer programmato dalla natura e dalla cultura. Freud in questo caso ha sbagliato bersaglio. Ha un qualche valore scientifico l'espressione popolare «La vendetta è un piatto che si serve freddo»? Quando siamo traditi o riceviamo un’offesa cocente il desiderio di vendetta che sentiamo, può durare, anche se cerchiamo di non alimentarlo, per mesi e anche per anni. Il computer emozionale continua a mostrarci nella sala proiezione cerebrale un documentario in cui rivediamo l’episodio che ci ha fatto indignare, e ogni volta che questo avviene, il vulcano mai estinto ricomincia a eruttare la lava emozionale dell'ira. Pare a volte che il desiderio di vendetta maturi, giorno dopo giorno, anno dopo anno, dandoci sempre fastidio, fino a quando non riusciamo a portare a termine la nostra vendetta.  E’ molto difficile riuscire a zittire il nostro computer emozionale con il pensiero secondo il quale “La miglior vendetta sia il perdono!”.   E' una vittoria quando ci riusciamo?

Letto volte.

I più letti del mese

Poesie a tema - Il cibo in poesia e prosa Il tema appare meno romantico del solito, ma senza dubbio...

Quando le tue mani...

Poesie a tema - Mani sulla fronte per trattenere ricordi Mani sulla bocca per reprimere emozioni Mani sulla...

non solo poesie...

Poesie - Dal cielo tutti gli Angeli videro i campi brulli senza fronde né fiori e lessero nel...

^ Top