Il 16 marzo sono nati fra gli altri la pittrice francese Rosa Bonheur, il pittore Alberto Abate, il poeta francese Sully Prudhomme, il poeta peruvianoCésar Vallejo e il nostro Tonino Guerra
Di seguito vi proponiamo alcune delle loro opere.

Rosa Bonheur
L'Orsa Maggiore
L'Orsa, quest'arcipelago del mare senza bordi,
ben prima scintillava che l'uomo la guardasse,
ben prima che in Caldea qualche pastore errasse
e che le ansiose anime scendessero nei corpi.
Quel remoto splendore ciecamente irradiato
da allora va mirando l'umanità vivente;
agli ossessivi sguardi del tutto indifferente,
sull'ultimo dei morti l'Orsa avrà un dì brillato.
Non hai l'aria cristiana, ne stupisce il devoto,
o figura fatale, monotona ed esatta,
dai sette chiodi sopra un nero broccato.
La tua gelida luce, la lenta precisione
sconcertano la fede. Fu per te che, perplesso,
m'indussi a esaminare, di sera, l'orazione.
Sully Prudhomme

Rosa Bonheur
Lungo i moli
lungo i moli, grandi navi
ondeggiano in silenzio con l' onda lunga ;
non sanno delle culle,
altalene in mani di donne
ma verrà il giorno degli addii
quando le donne piangeranno
e la curiosità degli uomini
Sfiderà gli orizzonti ingannatori
e quel giorno le grandi navi
mentre il porto s' allontana
sentiranno come un freno
L' anima delle lontane culle
Sully Prudhomme

Rosa Bonheur
Il vaso spezzato
in questo vaso muore una verbena
in silenzio un ventaglio
l' ha sfiorato
in silenzio l' ha incrinato
invisibile e leggera
la ferita nel cristallo
ogni giorno
lenta, gira
l' acqua fresca, goccia a goccia
sta fuggendo da quel vaso
ma nessuno l' ha notato
non toccate : si è spezzato
talvolta chi ama
sfiora un cuore
in silenzio lo ferisce
come quel ventaglio il vaso
se lo guardi sembra intatto
ma la ferita sottile
profonda
non toccate : si è spezzato
Sully Prudhomme

Rosa Bonheur
Il momento migliore
l' istante più bello degli amori
non è quando si dice 'ti amo'
è nel silenzio
ogni giorno spezzato a metà
è nelle intese
pronte e furtive dei cuori
nei finti rigori
nelle indulgenze segrete
nel brivido di un braccio
dove poggia una mano che trema ;
nel libro sfogliato insieme,
un libro mai letto
nell' ora irripetibile quando con la bocca chiusa
il pudore dice tanto
e il cuore scoppia
aprendosi in silenzio come un bocciolo di rosa
l' ora in cui il mero profumo dei capelli
sembra un regalo conquistato …
l' ora della tenerezza squisita
che nel rispetto avvolge la passione
Sully Prudhomme
.
Rosa Bonheur
PIETRA NERA SU UNA PIETRA BIANCA
Morirò a Parigi mentre fuori diluvia
un giorno del quale possiedo già il ricordo.
Morirò a Parigi – e non mi confondo
forse un giovedì, come oggi, d’autunno.
Sarà di giovedì, perché oggi, giovedì, che scrivo
questi versi, gli omeri mi si son messi
alla meno peggio e, mai come oggi, son tornato
con tutto il mio cammino, a vedermi solo.
César Vallejo è morto, lo picchiavano
tutti senza che lui avesse fatto nulla
gli davano duro con un bastone e duro
anche con una corda: testimoni
i giorni giovedì e gli ossi omeri
la solitudine, la pioggia e le strade.
César Vallejo
.
Alberto Abate
L'aria
L'aria l'è cla roba lizira
cla sta datonda la tu testa
e la divénta piò cèra che t'roid.
L'aria
L'aria è quella roba leggera
che ti gira attorno alla testa
e diventa più chiara quando ridi.

Alberto Abate
I bu
Andé a di acsè mi bu ch' i vaga véa,
che quèl chi à fat i à fat,
che adèss u s'èra préima se tratour.
E' pianz e' cór ma tótt, ènca mu mè,
avdai ch'i à lavurè dal mièri d'an
e adèss i à d'andè véa a tèsta basa
dri ma la córda lònga de' mazèll.
I buoi
Ditelo ai miei buoi che l'è finita
che il loro lavoro non ci serve più
che oggi si fa prima col trattore.
E poi commoviamoci pure a pensare
alla fatica che hanno fatto per mille anni
mentre eccoli lì che se ne vanno a testa bassa
dietro la corda lunga del macello.
Tonino Guerra

René Francois Armand Prudhomme nasce il 16 marzo 1839 a Parigi, da Sully, piccolo commerciante che solo due anni dopo lo lascerà orfano di padre, e Clotilde Caillat. Compie i primi studi fino al baccellierato (una sorta di diploma) in Scienze al quale aggiunge, nel 1858, quello in Lettere: i suoi molteplici interessi, infatti, spaziano dalle scienze al diritto fino alla filosofia ed alla letteratura, ma sarà quest'ultima a tracciare la sua via maestra. Nel 1859 trova lavoro presso le officine metallurgiche di Le Creusot, nel cantone di Montcenis. L'anno seguente torna a Parigi per iscriversi all'Ecole de Droit per poi ripartire, con alcuni amici, alla volta di Bruxelles e Anversa, viaggiando lungo le sponde del fiume Reno. Nel 1861 aderisce al gruppo artistico-letterario "Conférence La Bruyère", una società di studenti che ha molto apprezzato le sue poesie e che rappresenta il trampolino di lancio per la sua carriera artistica. Ancora ventiquattrenne, Sully Prudhomme (come ha deciso di chiamarsi) ha già le idee chiare sul ruolo della poesia e dei poeti: contrario alle esasperazioni del romanticismo, egli intende l'arte come pura espressione di bellezza, scevra da ogni influenza esterna, quindi impersonale e non contaminata da impegno sociale o politico. Questa sua visione di "perfection formelle" lo porta inevitabilmente ad aderire al movimento parnassiano, anche se il suo stile - con la propensione verso i temi filosofici e scientifici - rimane fortemente personale. Dopo la pubblicazione del suo primo libro "Stanze e poemi" (1865), che nel 1879 gli varrà il premio Pulitzer e grazie al quale raggiunge la notorietà, parte alla volta dell'Italia con il suo amico poeta e critico d'arte Georges Lafenestre.
La guerra franco-prussiana, che vede Parigi assediata dai tedeschi nel 1870, lo induce ad arruolarsi nell'8^ compagnia del 13° battaglione della Guardia Mobile e gli costerà gravi pregiudizi alla salute. L'evento bellico viene trattato da Sully Prudhomme in "Impressions de la guerre", nel 1872, e "La France", nel 1874. Nel 1875 pubblica "Le vane tenerezze", opera che, insieme a "Le solitudini" di qualche anno prima (1869), sono le più rappresentative dello stile parnassiano. Nel 1876 viaggia per Olanda e Belgio. Nel 1877 l'Académie Francaise gli assegna il premio "Vitet" per la sua attività letteraria; qualche anno più tardi, nel 1881, entra a far parte a pieno titolo dell'Istituzione, come Accademico di Francia.
Con "La giustizia" (1878), poema filosofico, sposa le idee positiviste; seguono "Il prisma" (1884), "La felicità" (1888), altro poema filosofico, "La vera religione secondo Pascal" (1905). In quest'ultimo filone, tuttavia, non riesce ad esprimere la stessa intensità poetica della fase precedente. All'atto dell'individuazione del primo destinatario del premio Nobel per la Letteratura, nel 1901, l'Accademia di Svezia individua in Sully Prudhomme il vincitore "in riconoscimento della sua composizione poetica, che dà prova di un alto idealismo, perfezione artistica ed una rara combinazione di qualità tra cuore ed intelletto".
Con il denaro ricevuto istituisce un premio di poesia in seno alla "Società degli uomini di lettere" e, l'anno successivo, insieme a José-Maria de Heredia e Leon Dierx dà vita alla "Società dei poeti francesi".
Le precarie condizioni di salute lo costringono sempre più all'isolamento fino alla morte, giunta improvvisa, Châtenay-Malabry, il 6 settembre 1907, all'età di 68 anni. Suo unico erede è il nipote Henry Gerbault. Fra il 1883 ed il 1908 escono gli otto volumi delle sue opere, dal titolo "Oeuvres".

Tonino Guerra, poeta, scrittore e sceneggiatore italiano
Ne ricordiamo oggi il compleanno, il 16 marzo 1920, ma era il 21 marzo del 2012 quando il poeta di Sant'Arcangelo di Romagna Tonino Guerra se ne è andò: nel giorno d’inizio della primavera, nel giorno mondiale della poesia voluto dall’Unesco, nel giorno in cui nel lontano 1920 – proprio l’anno in cui lui veniva al mondo e iniziava la sua avventura di uomo destinato alla poesia e all'arte – moriva il grande Federigo Tozzi.
Il Premio Letterario Castelfiorentino aveva insignito Guerra, nel 2005, del suo «premio speciale» (un premio in precedenza attribuito a poeti del calibro di Mario Luzi e Maria Luisa Spaziani) e la serata era stata ripresa dalla emittente televisiva empolese «Antenna 5», con un bel servizio di Francesca Pinochi. Da poco tempo, poi – a distanza di anni, scegliendo fotogrammi e montando dalle riprese conservate –, quel servizio era diventato un breve ma prezioso video pubblicato su YouTube, e quel video, come una sorpresa affettuosa per dimostrargli la nostra riconoscenza e nuovamente festeggiarlo, glielo avevamo inviato proprio il 16 marzo 2012, il giorno del suo novantaduesimo compleanno. Il 21 marzo, però, il poeta di Santarcangelo di Romagna Tonino Guerra se ne andò.
Ma ecco, a disperdere la tristezza e a farcelo gioiosamente sentire ancora una volta con noi, le vivide immagini dell’incredibile, indimenticabile Tonino Guerra, che dice fra l’altro una sua celebre poesia – L’aria – e con semplicità stupendamente la commenta.
Grazie,Tonino, grazie della poesia che in tante forme e in tanti modi ci hai dato.
Marco Marchi

César Abraham Vallejo Mendoza (Thomas Merton lo chiamava "il più grande poeta universale, dopo Dante", e il poeta, critico e biografo Martin Seymour-Smith, una delle principali autorità della letteratura mondiale, ha detto di lui: "... il più grande poeta del XX secolo, in qualsiasi lingua") nacque a Santiago de Chuco, un villaggio andino del Perù. Fu il minore di undici figli e studiò all'Università Nazionale di Trujillo. Il poeta interruppe varie volte gli studi per lavorare in una piantagione di canna da zucchero, dove si rese conto di come venivano sfruttati i contadini; fu un'esperienza che influì sulla sua visione sia politica che estetica. Vallejo si laureò in lettere nel 1915.
Più tardi si trasferì a Lima, dove lavorò come insegnante e si avvicinò ai membri della sinistra intellettuale. Dopo una serie di difficoltà riuscì a pubblicare il suo primo libro di poesie Los heraldos negros: sua madre morì nel 1920 e dopo essere tornato a Santiago de Chuco fu imprigionato per 105 giorni con l'accusa di essere un incendiario, prima di aver dimostrata la propria innocenza.
Dopo aver pubblicato Trilce nel 1923 e perso il posto di insegnante a Lima, il poeta emigrò in Europa, dove visse fino alla sua morte avvenuta a Parigi nel 1938. Fu sepolto nel Cimitero di Montparnasse.Durante la sua vita conobbe e divenne amico di alcuni noti pensatori peruviani suoi coetanei, come Antenor Orrego, Abraham Valdelomar, Víctor Raúl Haya de la Torre e José Carlos Mariátegui.

Rosa Bonheur
Marie-Rosalie Bonheur, meglio conosciuta come Rosa Bonheur, artista francese, nacque a Bordeaux il 16 marzo del 1822. Insieme al fratello Auguste e alla sorella Juliette si accostò alla pittura formandosi nello studio del padre Raymond Bonheur. In seguito la giovane frequentò l'atelier del pittore Léon Cogniet dimostrandosi un'allieva non facile perché restia a imparare metodi accademici e più favorevole a una pittura di maggiore impatto realista. Tutta la sua produzione artistica è improntata sulla pittura di paesaggio a esclusione dell’ultima attività, quando la Bonheur si rivolse con grande interesse alle novità emerse dalla pittura impressionista. Il primo impegno ufficiale dell'artista risale al Salon del 1841 dove presentò “Moutons, chèvres et lapins” che raccolse un buon successo di critica.
Sull'esempio di George Sand, Rosa fu una donna spregiudicata e anticonformista, assetata di novità, curiosa di tutto, fu amica di gente di tutte le condizioni sociali, non disdegnò di frequentare luoghi malfamati e locali per soli uomini. Negli anni trascorsi in Inghilterra questo lato ribelle del suo carattere suscitò la simpatia della regina Vittoria, nonostante questa fosse una donna attaccata ai valori tradizionali, che le procurò un cospicuo numero di commissioni. Dopo una lunga serie di onorificenze, la Bonheur chiuse la sua attività con il premio più ambito per le donne francesi, perché solitamente riservato solo agli uomini: la nomina a cavaliere della Legion d'Onore. L'artista si spense a Melun nel 1899.

Alberto Abate, Pittore appartenente alle correnti Anacronismo e Pittura Colta, è nato il 16 marzo del 1946 a Roma, suo padre era lo scultore Carmelo Abate, a cui si debbono alcune opere che si trovano tutt'oggi all'E.U.R. (Roma) Precocemente interessato all'attività artistica, frequenta l'Istituto d'Arte di Catania e poi all'Accademia di Belle Arti di Roma ed alla Scuola di Scultura di Venanzio Crocetti; furono suoi maestri lo scultore Domenico Tudisco e il pittore Giuseppe Giuffrida. Nel 1965 a soli 19 anni gli viene affidata la cattedra di Disegno dal Vero all'Istituto d'Arte di Catania, dove insegnerà fino al 1973, abbandonando l'attività artistica. Trasferitosi a Padova insegna all'Istituto d'Arte "P. Selvatico" e riprende i suoi contatti con l'ambiente artistico romano, e nel 1976 attraverso i fratelli Brancato organizza una "performance" in una piccola galleria di Salerno, che ripropone l'anno dopo alla galleria La Salita di Roma.
Nel 1978 Alberto Abate tiene qualche esposizione a Bologna alla galleria "Duemila", al circolo Marcel Duchamp, all'Arte Fiera ed alla galleria "La Salita" che rappresenterà il definitivo ritorno di Abate alla pittura. Gli anni '70 finiscono con la prima personale alla galleria "De Ambrogi" di Milano, e con un "assaggio" dell'estero, esponendo alla galleria "Nouvelles Images" in Olanda e partecipando alla mostra "Verwijzen naar".
Nella primavera del 1980 il pittore aderisce al progetto di rinnovamento culturale ed artistico promosso dalla galleria "La Tartaruga" di Plinio De Martis con la mostra "Sei Pittori" con Piruca, De Stasio, Piero Pizzi Cannella, Salvatore Marrone che, visto la crisi dell'Arte Concettuale, ripropongono la ripresa della "pittura figurativa".
Al movimento pittorico Anacronismo, che suscitò notevoli discussioni, si aggregarono i pittori Omar Galliani, Ubaldo Bartolini, Carlo Bertocci, Aurelio Bulzatti e lo scultore Paolo Borghi, anche se questa esperienza è destinata a non durare molto per i continui conflitti e malintesi che rendono impraticabile il protrarsi di questo sodalizio oltre all'atteggiamento negativo di critici d'arte come Goffredo Parisi.
Nel 1982, curata da Italo Mussa alla galleria "Pio Monti", partecipa alla mostra
La Mostra "La Pittura Colta", realizzata nel 1982 da Alberto Abate con Mariani, Barni e Ubaldo Bartolini ha come come programma di riproporre l'arte classica in una sorta di nuovo manierismo che ha per soggetto situazioni e personaggi tolti dalla letteratura, posti al di fuori del loro tempo e dello loro spazio.
Nel 1984 viene invitato alla XLI Biennale di Venezia, ed a Londra alla galleria "Edward Totah", dove Mussa cura la mostra "La Pittura Colta".
abate_alberto_amor_profano
Questi "pittori colti" propongono il ritorno alla figurazione (storicamente anticipato dalla Transavanguardia e dai Nuovi Selvaggi tedeschi, facendo loro i modelli e le iconografie proprie dell’arte rinascimentale, manierista, barocca o neo-classica, utilizzando anche tecniche pittoriche dei maestri del passato, adattandole alla propria personalità, reinterpretando personaggi e luoghi poetici o letterari.
Viene accolto a New York ed a Washington e nel 1988 una sua grande opera di metri 4x3 viene acquistata dalla Rosenwood Corporation di Dallas, ed installata nel grande edificio progettato da Philip Johnson "The Crescent".
Alberto Abate entra nella storia dell'arte attraverso il saggio di Edward Lucie-Smith "ArToday - L'Arte Contemporanea dal 1960 al 1990" (Londra, 1995), dove viene presentato come uno dei 20 artisti italiani più rappresentativi di questo periodo.
Il pittore sempre più caratterizzato per il suo amore per l'arte e per la coraggiosa posizione presa a difesa della pittura autentica, tiene diverse conferenze e seminari, ottiene la Cattedra di Pittura e di Fenomenologia dell'Arte Contemporanea a Catania e poi la Cattedra di Storia dell'Arte Contemporanea presso la Facoltà di Architettura di Siracusa, mentre pubblica una raccolta di testi teorici sull'Arte intitolato "La Dottrina dell'Amore".
Nel 2011 Alberto Abate è nuovamente presente alla Biennale di Venezia con nuovi lavori e torna ad esporre a Catania con Salvo Russo, nella mostra dal titolo "Coltissimi".
Muore a Roma il 9 marzo del 2012 dopo una breve e drammatica malattia.
Letto volte.