Giancarlo Consonni (Merate, 14 gennaio 1943) è un poeta e architetto italiano.
Ha vissuto fino al 1967 a Verderio Inferiore per poi trasferirsi a Milano.
Si è laureato nel 1969 in Architettura.
FAINA
Che noi
dico noi di un tempo
si sia scomparsi
si può capire.
Ma la faina
l’accorta l’infida sgradita
agguerrita faina
che sia sparita
questo fa pena.
FABBRO
Affonda
coda di scintilla
comete di fresa.
Poi tutti abbassano la testa
e non è il Sanctus
sotto la saldatrice
i ferri fanno già presa.
BLUI’
Va il luì
sui meli ben potati.
” Sono qui, sono qui, sono qui”.
Sale la risposta
per poco ancora dalle gemme
trattenuta.
GIRASOLI
Eccola sulla tangenziale
la fame dei giorni.
Passato Vimercate
nel cerchio blu delle montagne
un prato brilla di rugiada
superato ha ormai
l’irto delle stoppie.
Al margine
un girasole dimenticato
si gode il mondo.
STELLA
All’uscita del Passante
la lunga scala mobile
certe sere
mi consegna una stella.
MOTOSEGHE
Cosa faccio qui
sotto le motoseghe?
Imparo la pazienza
EFFIMERE
Libellule farfalle
felpati transiti
inattesi svoli.
Sono stato voi?
sarete me?
BALLARE
Ballare
non ho mai ballato
nemmeno su un’aia.
Sognavo di lavarti
i piedi stanchi.
NEVE
Le parole ovatta
l’ora rada.
Il passo allacciato
delle ragazze
il canto sommesso
a tenere la strada.
ZOLLA
Là sotto
di un ragazzo e una donna
è scritta l’ora
e il giorno.
Imparate gente
imparate dal sasso.
Un cacciatore
il passo malmesso
smuove la pietra.
Imparate gente
imparate dal sasso.
Lei finisce sepolta viva
nella casa dei matti
lui l’ho visto fatto uomo
cavare la zolla
Ha pubblicato le raccolte di poesia Lumbardia (I Dispari, Milano 1983),
Viridarium (Scheiwiller, Milano 1987) e In breve volo (Scheiwiller, 1994):
le prime due nel milanese rurale di Verderio Inferiore, la terza in italiano.
Presso Einaudi ha pubblicato Vûs (1997) eLuì (2003).