Che cosa hanno in comune le orecchiette, la Vespa, Luciano Pavarotti e la Costiera amalfitana? Apparentemente nulla se non fosse che sono quattro delle 150 "cose" italiane che il mondo ci invidia. È il risultato di un particolarissimo sondaggio internazionale condotto da 150 giovani appartenenti al movimento Repubblica Salentina: studentesse e studenti dell'Istituto Costa di Lecce.
Il sondaggio
Un progetto realizzato sia per onorare il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sia per chiudere in bellezza quest'anno dedicato alle celebrazioni del 150° Anniversario dell'Unità d'Italia. Gli studenti hanno inviato 3.500 mail ad altrettante persone individuate casualmente sulla Rete e residenti in ogni nazione del mondo, in tutti e sei i continenti. Nella mail inviata si sono presentati e hanno chiesto al destinatario di elencare almeno 20 "cose" italiane che avrebbe voluto che appartenessero al suo Paese. Il risultato è stato sorprendénte. Chi si sarebbe aspettato, ad esempio, che tra le 150 cose più invidiate ci fosse il minestrone? O Primo Carnera? Un giovane canadese innamoratissimo dell'Italia ha inviato 322 caratteristiche (in gran parte località e cibi)! Il risultato del sondaggio è stato pubblicato sul sito della scuola: www.costa.clio.it. Ora i ragazzi hanno avviato un secondo sondaggio, rivolto ai cittadini italiani, chiedendo loro di segnalare, tra i 150 argomenti scelti dagli stranieri, le 20 "cose" che più caratterizzano l'Italia.
Queste le "150" che il mondo ci invidia: Alessandro Volta, Alfa Romeo, Amarone, Amerigo Vespucci, A. Bocelli, A. Vivaldi, Aprilia, Arena di Verona, A. Toscanini, Assisi, Barbaresco, Barolo, Benetton, B. Bertolucci, Brunello di Montalcino, Bulgari, Espresso, Cappuccino, Capri, Caravaggio, Carbonara, Cesare e Impero Romano, Chianti, 5 Terre, C. Abbado, Colosseo, Costiera Amalfitana, Cristoforo Colombo, Damiani, Dante, Diesel Jeans, Dieta Med-Italiana, Dolce & Gabbana, Dolcetto, Dolomiti, Ducati, Duomo di Milano, E. Morricone, E. Caruso, E. Fermi, Etna, F. Pellegrini, Fellini, Fendi, Ferrari, Fettuccine, Fiat 500, Firenze, Fontana di Trevi, G. Agostini, Casanova, Puccini, Lollobrigida, Rossini, Armani, Giugiaro, Verdi, Gorgonzola, Grana padano, Grignolino, Gucci, G. Marconi, Inter, Juventus, Krizia, Lamborghini, Lambretta, Lasagne, Leonardo da Vinci, Lotto sport, L. Visconti, Pavarotti, Maccheroni, M. Mastroianni, Marco Polo, Maserati, Michelangelo, Milan, Milano, Minestrone, Missoni, Mole Antonelliana, M. Bellucci, Monte Bianco, M. Cervino, Moto Guzzi, Musei Vaticani, Napoli, Nazionale di calcio, Nebbiolo, Negroamaro, Niccolò Machiavelli, Nobile di Montepulciano, Nutella, Olio d'oliva, Orecchiette, Papa e Vaticano, Parmigiana, Parmigiano Reggiano, Pasta, Piazza S. Marco, P. Mennea, Pininfarina, Pirelli, Pizza, Pompei, Prada, Primo Camera, Prosciutto di Parma, Prosciutto S. Daniele, Prosecco, Raffaello, R. Muti, Risotto, Robe di Kappa, R. Baggio, R. Benigni, R. Cavalli, R. Rossellini, Roma, S. Francesco, S. Pietro Basilica, Salento, S. Ferragamo, Sangiovese, Sardegna, Sassi di Matera, Scala di Milano, Sofia Loren, Spaghetti, Nuvolari, Tiramisù, T. Schipa, Torre di Pisa, Tortellini, Toscana, Trussardi, Uffizi, Valentino.

Arturo Toscanini (1867-1957), il più grande direttore d'orchestra della sua epoca. Dopo avere diretto l'orchestra del Metropolitan di New York, rientrò in Italia, alla Scala. Ma nel 1931, per essersi rifiutato di far eseguire l'inno fascista, fu aggredito e fuggì negli Stati Uniti. Rientrò dopo la caduta del fascismo.

Arturo Toscanini (1867-1957), il più grande direttore d'orchestra della sua epoca. Dopo avere diretto l'orchestra del Metropolitan di New York, rientrò in Italia, alla Scala. Ma nel 1931, per essersi rifiutato di far eseguire l'inno fascista, fu aggredito e fuggì negli Stati Uniti. Rientrò dopo la caduta del fascismo.
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