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Magicamente
storie e poesie






Il lavoro è gioia
di Emile Deschamps


Provvido sempre iddio con le sue mani
spartir volle il lavoro tra gli uomni.
«Eccoti, figli miei - disse un tesoro 
mille volte più nobile dell'oro».
All'opra, amici, e a chi più canterà 
ben più lieve il lavoro sembrerà!
Senza sudar chi mai gustò i piaceri?
La gioia ci alternò gioie e doveri
perciò il fiaccone è sempre d'umor nero
Mentre chi sgobba ha il cuor libero e fiero.

All'opra amici, e a chi canterà
ben lieve il lavoro sembrerà!
Al nostro desco suol, tutte le sere,
ospite ambita, l'Allegria sedere;
e Dio parla dal ciel: «Lavoratore,
il pan che hai guadagnato è il pan migliore!».
All'opra amici, e a chi canterà
ben lieve il lavoro sembrerà.





I colori dei mestieri
di Gianni Rodari

Io so i colori dei mestieri:
sono bianchi i panettieri,
s'alzano prima degli uccelli
e han farina nei capelli;
sono neri gli spazzacamini,


di sette colori son gli imbianchini;
gli operai dell'officina
hanno una bella tuta azzurrina,
hanno le mani sporche di grasso:
i fannulloni vanno a spasso,
non si sporcano un dito
ma il loro mestiere non è pulito.






Il lavoro del..pastore.. 
di Giacomo Leopardi

Sopra l'erbetta tenera
sta un pastorello assiso,
e il gregge suo che pascola
guarda con lieto viso...





Anche quello dello scolaro è un lavoro 
di Giovanni Pascoli 


Il capo ad ora ad ora egli solleva
dalla catasta dei vocabolari,


come un galletto garrulo che beva,
Povero bimbo! di tra i libri via
appare il bruno capo tuo, scompare; 
come di un rondinotto, quando spia
se torna mamma e porta le zanzare.




La vocazione del perdigiorno
di A. Novi

Vediamo un po':
che mestiere farò?
Il meccanico no,
perché ci si insudicia tutti
e così neri e brutti
e con la faccia scura
si fa brutta figura.

Vediamo un po':
che mestiere farò?
Il falegname no,
perché quando seghi di Iena
ti fa male la schiena,
e quando pialli
ti vengono i calli.

Vediamo un po':
che mestiere farò?
Il contadino no,
perché nella terra che è soda
la vanga s'inchioda,
e per bene zappare
bisogna faticare.

Vediamo un po':
che mestiere farò?
lo proprio non so,
ilsarto
lo scarto,
ilcuoco
può scottarsi col fuoco,
il muratore
può sciogliersi in sudore,
il calzolaio poi non mi va giù
per quel puzzo di cuoio e di caucciù,
e piuttosto di fare il parrucchiere
faccio un altro mestiere.

Ecco proprio non so
che mestiere farò.
Che non ci sia davvero
un mestiere leggero
In cui si possa stare
In pace a riposare?






Il più bel giorno
di Gianni Rodari

S'io facessi il fornaio
vorrei cuocere un pane

cosi grande da sfamare
tutta, tutta la gente
che non ha da mangiare.
Un pane pia grande del sole,
dorato, profumato
come le viole.
Un pane cosi
verrebbero a mangiarlo
dall'India e dal Chilì
i poveri, i bambini,
i vecchietti e gli uccellini.
Sarà una data da studiare a memoria:
un giorno senza fame!
Il più bel giorno di tutta la storia!






La bottega del fabbro
di Giacomo Zanella 

Dall'alba a sera, di settimana
in settimana, sovra l'incude,


come i rintocchi d'una campana,
suonano i colpi del martel rude;
sulle stridenti braci, il ventoso
mantice anela senza riposo.
I fanciulletti, che dalla scuola 
tornano, all'uscio fermano il passo
e contemplando senza parola
stanno il martello, che or alto or basso
fuor della soglia correre a mille,
come la pula, fa le scintille.

Letto volte.

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