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storie e poesie



Anniversario della nascita di Federico Garcia Lorca






FEDERICO GARCIA LORCA 


Il poeta spagnolo per eccellenza nacque a Fuente Vaqueros nel 1898. 
Bambino vivace, fu costretto ad alcune interruzioni
nello studio a causa di gravi problemi di salute.
Riuscì comunque ad iscriversi all’università e a conseguire la laurea. 
All'inizio degli anni Venti si traferì a Madrid, 
dove si formò grazie ai contatti con artisti 
del calibro di di Dalì, Buñuel ed in particolare Jimenez. 
Contemporaneamente si dedicò alla scrittura di opere teatrali
i cui esordi furono accolti con una certa freddezza. 
Dopo la laurea, attraverso le prime esperienze di lavoro 
si formò in modo più preciso l'impegno sociale del poeta, 
con la creazione di gruppi teatrali autonomi la cui attività era finalizzata
allo sviluppo culturale della Spagna. 
Nel 1936, poco prima dello scoppio della guerra civile,
Garcia Lorca redasse e firmò, assieme a Rafael Alberti 
ed altri 300 intellettuali spagnoli un manifesto d'appoggio al Frente Popular, 
che apparve sul giornale comunista Mundo Obrero il 15 febbraio. 
Il 17 luglio 1936 scoppiò l'insurrezione militare contro il governo della Repubblica 
ed iniziò la guerra civile spagnola.
Il 19 agosto Federico García Lorca venne rapito e portato a Viznar,
dove venne brutalmente assassinato senza alcun processo. 
Delle sue opere, quella universalmente nota è il 
"LLanto por la muerte de Ignacio Sánchez Mejías". 







Gazzella dell'amore imprevisto

Nessuno capiva il profumo
Dell'oscura magnolia del tuo ventre.
Nessuno sapeva che martirizzavi
Un colibrì d'amore fra i tuoi denti.

Mille cavallini persiani dormivano
Sulla piazza con la luna della tua fronte,
Mentre per quattro notti io stringevo
La tua vita, nemica della neve.

Fra i gessi e i gelsomini, il tuo sguardo
Era un pallido ramo di sementi.
Cercai, per darti, nel mio cuore
Le lettere d'avorio che dicono sempre

Sempre, sempre: giardino della mia agonia,
Il tuo corpo fuggitivo per sempre,
Il sangue delle tue vene nella mia bocca.
La tua bocca senza luce per la mia morte.





Ancora ti amerò

Pronuncio il tuo nome
nelle notte buie,
quando gli astri vanno
a bere alla luna
e dormono gli alberi
delle foreste cupe.
Ed io mi sento vuoto
di passione e di musica.
Orologio impazzito che canta
morte ore antiche.

Pronuncio il tuo nome
e in questa notte buia,
il tuo nome suona
più lontano che mai.
Più lontano delle stelle,
più dolente della spiaggia quieta.

Ancora ti amerò 
come allora? Quale colpa
ha il mio cuore?
Se si alza la nebbia
quale nuova passione m'attende?
Sarà tranquilla e pura?
Potessero le mie mani
sfogliare la luna!





Cordova


Cordova.
Lontana e sola.

Cavallina nera, grande luna,
e olive nella mia bisaccia.
Pur conoscendo le strade
mai più arriverò a Cordova.

Nel piano, nel vento
cavallina nera, luna rossa.
La morte mi sta guardando
dalle torri di Cordova.

Ahi, che strada lunga!
Ahi, la mia brava cavalla!
Ahi, che la morte mi attende
prima di giungere a Cordova!

Cordova,
lontana e sola.





Tanto vivere

Tanto vivere...
perchè?
Il sentiero è noioso
e non c'è amore sufficiente.
Tanta fretta...
perchè?
Per prendere la barca
che non va in nessun luogo.
Amici, tornate!
Tornate alla vostra sorgente.
Non versate l'anima dispersa
nella coppa della Morte.






Io pronuncio il tuo nome

Io pronuncio il tuo nome
nelle notti oscure,
quando giungono gli astri
a bere nella luna,
e dormono i rami
delle fronde occulte.
Ed io mi sento vuoto
di passione e di musica.
Folle orologio che canta
antiche ore defunte. 

Io pronuncio il tuo nome
in questa notte oscura,
e il tuo nome mi suona
più lontano che mai.
Più lontano di tutte le stelle
e più dolente della mite pioggia. 

Ti amerò come allora
qualche volta? Che colpa
ha commesso il mio cuore?
Se la nebbia si scioglie
quale nuova passione mi aspetta?
Sarà tranquilla e pura?
Se potessi sfogliare
con le dita la luna!!


FEDERICO GARCIA LORCA 

Letto volte.

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