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Un secolo fa…l’Expo di Milano

L’esposizione internazionale del 1906 dirò più di sette mesi e coinvolse 35 mila espositori da40 Nazioni.
Attirò 5 milioni di visitatori: un record per l’epoca.
Nel 1906 il capoluogo lombardo aveva già ospitato l'evento: ecco come andò tra maxi opere, roghi misteriosi ed esotismo egiziano.



Nel tunnel
28 aprile 1906: l’inaugurazione (alla presenza dei reali d’Italia) dell’Expo di Milano. Il padiglione d’ingresso, che riproduceva l’entrata del Traforo del Sempione, era dove oggi si trova il parco Sempione.



Telegrafo portatile.
Il collaudo della stazione mobile Marconi: "un'automobile" secondo la descrizione che ne fece all'epoca il Secolo Illustrato "che reca gli apparecchi per la telegrafia senza fili".



Belgio.
Il padiglione del Belgio, situato in piazza d'Armi (area che successivamente ospiterà la Fiera Campionaria). AII'Expo 1906 parteciparono circa 35 mila espositori provenienti da 40 nazioni.



Dal traforo.
L'arrivo a Briga (Svizzera) del treno che il 19 maggio 1906, con il re Vittorio Emanuele III a bordo, inaugurò il traforo del Sempione, una delle opere-simbolo a cui l'Expo 1906 era dedicata.






Arena.
Una sfilata nell'Arena civica. Durante l'Expo 1906 l'impianto, che era stato inaugurato un secolo prima, ospitò eventi musicali e concorsi ginnici. Oggi è intitolato al giornalista Gianni Brera.



Visita alle porcellane.
Il re Vittorio Emanuele III e la regina Elena all'uscita del padiglione russo. Dove, per volere dello zar Nicola II, fu esposta una collezione di porcellane delle "fabbriche imperiali russe.



Palloni.
Una vista del parco aerostatico. Durante l'Expo 1906, che celebrava i trasporti, furono lanciati alcuni aerostati. Uno attraversò le Alpi, sorvolando per la prima volta il monte Bianco.



Stazione in partenza.
La posa della prima pietra della nuova stazione ferroviaria di Milano. La costruzione partirà soltanto nel 1925.



"Metrò sopraelevato".
Una ferrovia elettrica sopraelevata collegava le due aree principali dell'Expo: il parco delle Mostre e la piazza d'Armi, la cui stazione è rappresentata in questo disegno.



Cairo meneghino.
Uno degli allestimenti più visitati fu il padiglione egiziano. Occupava 5 mila metri quadrati e riproduceva alcune vie del Cairo.




La luce della Marina.
Il faro Salmoiraghi (alto 55 metri) era l'attrazione del padiglione della Marina italiana. Illuminava le notti dell'Expo e il suo fascio di luce era visibile anche da Bergamo e dal Comasco.



L'Expo va in fumo.
Getti d'acqua spengono l'incendio (di cui non si scoprì mai l'origine) che, nella notte del 10 agosto 1906, divorò le gallerie con le mostre di arte decorativa ungherese e italiana. I padiglioni furono ricostruiti in circa 40 giorni.



Comerio, nonno dei fotoreporter
L'autore delle foto pubblicate qui è Luca Comerio, milanese vissuto tra il 1878 e il 1940, considerato tra i primi fotoreporter italiani. Con l'occhio della sua macchina fotografica prima, e della sua cinepresa dopo, Comerio immortalò i Moti milanesi del 1898, catturò frammenti dell'Esposizione internazionale del 1906 e riprese, direttamente dal campo di battaglia, alcuni episodi della Prima guerra mondiale.

Fonte: Focus maggio 2012
Letto volte.

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