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Dalle 8 di sera, con cielo limpido, in Italia potremo osservare centinaia di stelle cadenti. Perché? E che cosa sono? La "fine" che arriva dal cielo potrebbe essere molto più vicina del famigerato 2012 . È la stessa Nasa ad attirare l'attenzione su quanto potrebbe accadere 1'8 ottobre, ma l'allarme non riguarda per fortuna le nostre vite: a essere in pericolo saranno solo i satelliti, con possibili conseguenze per le previsioni meteo e per la tv satellitare. La causa? Un bombardamento di polveri dallo spazio che durerà circa 7 ore e potrebbe produrre - secondo gli scienziati - una delle più spettacolari notti di stelle cadenti delle ultime decadi.

Dal Drago.

La "tempesta stellare" di ottobre colpisce la Terra ogni anno. È causata da "stelle cadenti" (in realtà polveri e gas) dette Draconidi, perché sembrano provenire dalla costellazione del Drago. Le Draconidi sono pure conosciute come Giacobinidi, perché legate al passaggio che la Terra effettua in quel periodo nella scia della cometa Giacobini - Zinner, scoperta nel 1900, che compie una rotazione attorno al Sole una volta ogni 6,5 anni: quest'anno l'evento dovrebbe essere più importante, perché la Terra passerà nel mezzo della scia. Frammenti di coda. Ma che cosa c'entra una cometa con le stelle cadenti? L'idea che ci fosse una relazione tra i due fenomeni risale al 1861, quando l'astronomo Usa Daniel Kirkwood ipotizzò che gli sciami di stelle cadenti fossero causati dai residui di comete parzialmente o totalmente disgregate e presenti lungo tutta la loro orbita. In seguito, molti altri astronomi tentarono di trovare correlazioni tra comete e stelle cadenti, ma il primo a portare prove convincenti fu l'italiano Giovanni Schiapparelli: fu lui a capire che le "lacrime di San Lorenzo" (ossia le stelle cadenti di agosto) erano in qualche modo connesse con la cometa Swift - Tuttle. Lo stesso astronomo propose di chiamare quelle meteore Perseidi, perché il punto dal quale sembrano arrivare si trova nella costellazione di Perseo. Negli anni successivi si trovò una correlazione tra le Leonidi (a novembre) e la cometa Tempel- Tuttle, poi fu la volta delle Liridi (ad aprile) che furono collegate alla cometa C/1861 G1.

Come insetti sul parabrezza.

Il primo a comprendere l'esatta natura della correlazione tra comete e stelle cadenti fu però l'americano Fred Whipple. Secondo la sua ipotesi, oggi confermata anche dalle analisi di sonde come Deep Impact, le comete sono composte da ghiaccio sporco e polveri. Così, quando si avvicinano al Sole, il calore di quest'ultimo trasforma parte del ghiaccio in gas, staccando dal nucleo frammenti che continueranno a seguire la cometa lungo la stessa orbita. Con il succedersi dei passaggi, dunque, l'intera orbita della cometa si riempie di minuscoli frammenti rocciosi. E quando la Terra incrocia l'orbita della cometa... si comporta come un'auto che attraversa la campagna: qualche insetto si spiaccica sul cristallo anteriore. In altre parole, le particelle di polvere cometaria che si trovano sul percorso del nostro pianeta entrano nell'atmosfera e precipitano a terra a causa della forza di gravità. L'intensità del fenomeno dipende da due fattori: quanto tempo è trascorso dall'ultimo passaggio della cometa vicino al Sole e quanto elevato è stato il distacco di frammenti dalla cometa durante quel passaggio.

Scie senza fiamme.

 Una curiosità: le scie luminose non sono provocate dalle polveri che bruciano, ma da un altro fenomeno. L'attrito rende infatti le polveri incandescenti quando arrivano tra i 120 e gli 80km dì quota, e di conseguenza il calore fa evaporare la loro superficie solida; poi i gas prodotti dalla vaporizzazione si scontrano con gli atomi dell'atmosfera e li "ionizzano", cioè strappano loro elettroni con un processo che porta all'emissione di luce: ed è allora che nascono le spettacolari scie sulle quali tante persone hanno espresso i loro desideri più segreti.

A migliaia.  

Le piogge di comete sono innocue, perché le polveri si consumano completamente prima di arrivare a terra, ma ve ne sono state di così spettacolari da suscitare il panico generale. Come accadde il 12 novembre 1799 o il 13 novembre 1833 (in entrambi i casi le stelle cadenti erano quelle dette Leonidi). Ma che cosa succederà esattamente il prossimo 8 ottobre? Lo spiega William Cooke del Meteoroid Environment Office della Nasa: «È molto probabile che si vedranno centinaia di stelle cadenti l'ora». Qualcosa di simile - anche se probabilmente con intensità inferiore - a quanto avvenne nel 1933, quando la Terra attraversò la coda della cometa Giacobini/Zinner da poco passata al perielio (il punto di massimo avvicinamento al Sole). A Malta si contarono 22.500 meteore in poche ore, con punte di 480 osservazioni al minuto. E a Pulkovo (ex Urss) si contarono 300 stelle cadenti al minuto, 200 a Odessa e 100 a Leningrado.

Astronauti al sicuro.

 «Per quel che riguarda i possibili danni ai satelliti» sottolinea Cooke «non sono i forellini a preoccuparci, ma le possibili anomalie elettroniche dovute alle scariche elettrostatiche prodotte negli impatti, che potrebbero confondere i computer di bordo. Anche nel 1985 e nel 1998 le Draconidi furono piuttosto intense e andò tutto bene, ma quest'anno la Terra passerà proprio nel cuore della scia della cometa» . C'è da temere per gli astronauti a bordo della Stazione spaziale internazionale? «La Stazione è progettata per resistere ai micrometeoriti, ma in caso di allarme si potrà riorientare l'intera struttura in modo che opponga alle particelle solo le aree meno sensibili». Così come si farà per il telescopio spaziale Hubble: sarà ruotato in modo che lo specchio non sia danneggiato.

 Show Italia.

C'è una nota positiva in tutto questo: nel momento di massima pioggia stellare, previsto per le 20:00, ora italiana, sulla nostra penisola sarà già sceso il buio e dunque le condizioni saranno ideali per godersi lo spettacolo.

Luigi Bignami - Focus  

 

In Internet  Seguite gli avvistamenti meteorici in Italia sul sito dell'Unione Astrofili Italiani: http://meteore.uai.it  

Letto volte.

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