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Anna Elisabeth Franzisca Adolphina Wilhelmina Ludovica Freiin von Droste zu Hülshoff nacque il 10 gennaio 1797 e morì il 25 maggio 1848, è stata una scrittrice e poetessa tedesca.
Proveniente da una famiglia nobile cattolica, venne educata in modo rigido con un'impronta conservatrice, anche se la sua formazione culturale fu molto ampia.Di salute cagionevole e di tendenze malinconiche, la Droste, dopo una delusione d'amore compose in giovane età un buon numero di inni sacri che già nel 1820 raggiunsero la considerevole cifra di venticinque. La madre, però, disapprovò questa attività letteraria e la fece sospendere. Dopo la morte del padre si ritirò in campagna, conducendo una esistenza solitaria, interrotta solamente da qualche visita a centri culturali situati a Coblenza, Colonia e Bonn.In questo periodo compose ballate, poemetti narrativi e un romanzo intitolato Die Judenbuche ("Il faggio dell'ebreo") di non grande valore artistico, tranne che per qualche spunto anticipatore ricorrente nelle successive liriche, come ad esempio la descrizione del paesaggio vestfalico. Nel 1840 intraprese una relazione con lo scrittore Levin Schücking ed a causa di continue crisi d'asma si ritirò a vivere nel castello di suo cognato, sul lago di Costanza. In questi anni la poetessa produsse le migliori opere della sua carriera, a cominciare dalla raccolta Letzte Gaben ("Ultimi doni"), ispirata soprattutto dalla natura. Il suo stile lirico venne definito pre-impressionistico, mentre per i contenuti fu considerata anticipatrice del realismo, e infine per le atmosfere e la sensibilità venne accostata all'ultima ondata di Romanticismo.





ALLA TORRE

Sto lassù in alto, sul balcone della torre,
Lambita dagli stridii degli stormi,
E come una menade lascio che il vento
Mi sconvolga i capelli svolazzanti.
Oh selvaggio compagno, oh spavaldo ragazzo
Vorrei avvinghiarmi forte e a te,
E nervi conto nervi, a due passi dal precipizio
Lottare per la vita o per la morte!
In basso, alla spiaggia, vedo le onde,
Eccitate al gioco come mastini,
Agitarsi latrando, sibilando
E lanciando fiocchi scintillanti di spuma.
Oh, all’istante vorrei scagliarmi
Nel mezzo della muta fremente
E cacciare per i boschi di corallo
Il tricheco, la preda divertente!
Laggiù vedo una bandierina
Sventolare ardita come uno stendardo,
Scorgo, dalla mia aerea vedetta,
Alzarsi e abbassarsi la chiglia;
Vorrei essere su quel vascello in lotta,
E il timone impugnare
E come un gabbiano sfiorare
Il ribollio degli scogli sibilando.
Se fossi un cacciatore in aperta campagna,
Fossi un soldato, o solo una parte di esso,
O almeno un uomo,
Il cielo saprebbe darmi consiglio;
E invece, tanto linda e aggraziata,
Devo star seduta come bambina a modo,
E solo in segreto posso liberare i miei capelli
E lascirli svolazzare al vento.

Annette von Droste-Hülshoff

Letto volte.

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