Conto alla rovescia...fermarsi un attimo, rallentare: è l'unico rimedio alla fretta tecnologica tipica dei nostri tempi. Specialmente davanti al computer o alle prese con gli smartphone. Perché a volte l'iperattività va a scapito della riflessione.

Provate a non far nulla per due minuti. Facile? Non è detto, specialmente se siete davanti a un computer. Lo dimostra il sito www.donothingfor2minutes.com che con l'immagine di un tramonto, il suono delle onde e un conto alla rovescia, sfida l'utente a rilassarsi senza toccare la tastiera. Perché in genere davanti al desktop, benché immobili, si è colpiti da iperattività: mentre una pagina si carica si apre un'altra finestra, si scrive una mail si guarda chi c'è in chat... Ed ecco che i due minuti in cui fissare lo schermo senza cliccare diventano lunghissimi. E sintomatici del sovraccarico informativo e della fretta tecnologica di cui siamo vittime.

Provate a non far nulla per due minuti. Facile? Non è detto, specialmente se siete davanti a un computer. Lo dimostra il sito www.donothingfor2minutes.com che con l'immagine di un tramonto, il suono delle onde e un conto alla rovescia, sfida l'utente a rilassarsi senza toccare la tastiera. Perché in genere davanti al desktop, benché immobili, si è colpiti da iperattività: mentre una pagina si carica si apre un'altra finestra, si scrive una mail si guarda chi c'è in chat... Ed ecco che i due minuti in cui fissare lo schermo senza cliccare diventano lunghissimi. E sintomatici del sovraccarico informativo e della fretta tecnologica di cui siamo vittime.

SEMPRE CONNESSI
Secondo una ricerca dell'Università di San Diego (Usa), passiamo circa tre quarti del nostro tempo alle prese con informazioni, da smaltire principalmente attraverso smartphone e pc. È il virus dell'always on (sempre connessi). Ogni secondo si può cliccare il tasto aggiorna e avere una novità sul proprio social network preferito, mentre l'instant messaging rende la possibilità di comunicare perenne e, appunto, istantanea. Magari mentre facciamo altro, così da associare al sovraccarico cognitivo anche il multitasking. E il flusso informativo corre 24 ore su 24. Le conseguenze di questa perpetua vigilanza digitale sono ansia e stress, ma anche una diminuita capacità di restare concentrati su una cosa oltre un brevissimo lasso di tempo. Insomma: essere sempre connessi non ci rende più svegli, ma più nervosi. Un altro studio, questa volta del British Institute of Psychiatry, ha verificato che leggere le mail mentre si è nel mezzo di un'altra attività, riduce (in quel momento) il quoziente intellettivo di circa 10 punti. Il rimedio è uno solo: rallentare. Per rilassarsi e sentirsi meglio, ma anche per vere e proprie necessità cognitive. Una notizia o una mail non va solo cliccata, ma assimilata. Affannarsi a rispondere o a fare altro, quando si potrebbe aspettare qualche minuto, non serve a nulla se non a farci toccare con superficialità le troppe informazioni che riceviamo, senza che nessuna di queste abbia il tempo di decantare dentro di noi. Una sorta di bulimia tecnologica che fa ingrassare, ma non nutre.

QUALCOSA DI FERTILE
Fermarsi, rallentare, significa anche ascoltarsi, riprendere contatto con se stessi, le proprie esigenze. Il concetto di ozio creativo non è un ossimoro: solo creando spazio per il proprio sentire può nascere qualcosa di fertile, un'idea o un sentimento. Tra i vari metodi suggeriti a chi non vuole soccombere al flusso informativo senza esserne tagliato fuori, è utile la regola delle tre F: Filter, Focus, Forget it (filtra, concentrati e dimentica).
Filtrare, cioè fare una scrematura tra le informazioni che merita- no attenzione e quelle che non la meritano. Focalizzare, cioè concentrarsi su una cosa alla volta. Dimenticare e non accantonare dicendo «leggerò più tardi» quello che si è scelto di ignorare.
Narina Nasi


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