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storie e poesie


Poesia giapponese






Protofemminista, pacifista, riformatrice sociale, poetessa. Questo fu Akiko Yosano, una delle voci più famose e controverse della poesia giapponese nella prima metà del Novecento. Figlia di un ricco mercante di Sakai, nella prefettura di Osaka, nacque nel 1878; iniziò a pubblicare i suoi tanka su Myōjō, rivista letteraria, di cui era editore il suo futuro marito Tekkan Yosano. Il suo poema “Kimi Shinitamou koto nakare” (Tu non morirai), fu musicato e divenne inno di protesta durante la guerra russo-giapponese. Akiko fondò poi una scuola per l’educazione femminile e divenne paladina dei diritti delle donne. Morì a 63 anni nel 1942.




Le sue poesie sono dei tanka, la forma più antica della poesia giapponese, anteriore agli haiku che vanno tanto di moda adesso. Il tanka consiste in cinque versi formati rispettivamente di 5, 7, 5, 7 e 7 sillabe; la terzina iniziale è chiamata kami-no-ku (frase superiore), il distico finale è detto shimo-no-ku (frase inferiore).





IL PIANTO DELLA GIOVINEZZA

La mia giovinezza
è presso a finire
simile a una pianura docile
che, subita, spiombi
nel mare




Amore o sangue?
tutta la primavera
è in questa peonia che mi ossessiona,
scende la notte, sono sola,
sola senza una poesia.





Dopo il bagno
mi guardo nello specchio,
e, osservando il mio corpo,
sento che ancora rimane qualcosa
di ieri: un certo sorriso...





Per punire
gli uomini dei loro peccati infiniti
Dio mi ha dato
questa pelle chiara
questi lunghi capelli neri.





Che essere umano
potrebbe punirmi?
Non è il candore del mio braccio,
che accolse la sua testa,
degno di un dio?





Mezzo vestita
di una seta leggera
dal colore rosso pallido...
non pensare male: di' loro
che si sta godendo la luna...





Colombe
dal tetto della pagoda
i petali dei ciliegi cadono
nel vento di primavera –
scriverò la mia canzone sulle loro ali.





Via Lattea:
a letto, con lui,
apro la tenda
e guardo come, all’alba,
si separano due stelle.






Attraverso i pini
tanto sulle sue guance che sulle mie
la brezza
tuttavia a quel punto stranieri
i nostri pensieri.





Se qui adesso
ripenso al percorso
della mia passione
somigliavo a un cieco
senza paura del buio.




Sebbene così fragile
e così breve l’amore,
ha sangue troppo giovane
questa ragazza, per bruciare
poesie di primavera.


Akiko Yosano





Altre poesie di autori vari



Nella freschura chiedo
e scordo il suo nome
- ma resterò con lei.


Ogiwara Seisensui (1884-1976)






Se chiudo gli occhi -
allora mi scaldo
ad un amore antico.


Hino Sōjō (1901-1956)





Voglio tornare
all’antica dolcezza
di piangere solo –
Così le dissi
per non separarci.


Ishikawa Takuboku (1885-1912)

Letto volte.

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