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Magicamente
storie e poesie
E' da poco iniziato un nuovo anno e viene spontaneo domandarsi come sarà
rinnovare i nostri sogni, le speranze, fare progetti e scrutare nel









I desideri dei bambini danno ordini al futuro .....Erri De Luca




Ci agitiamo tutti. Sospesi tra le paure in agguato, i crucci per un mondo malato, le speranze per un futuro incerto. Confidando che non vadano deluse, almeno quelle più care. Ci diamo un gran daffare. A cercare opportunità. A farci conoscere. A scrutare nelle stelle, nei bioritmi, nell’oroscopo, la chance irripetibile che ci attende. Convinti come siamo che non la si debba mancare. Forse, è come la Cometa di Halley: la s’incontra una sola volta nella vita. A volte, soprattutto nelle città, pare di vivere in un formicaio impazzito. Migliaia di persone corrono appresso ai loro impegni, agli appuntamenti. Agli incontri, alle occasioni. Al divertimento e alle incombenze. Senza potersi fermare. Nascoste dietro pareti e finestre, migliaia di altre persone si struggono, sentendosi tagliate fuori. Private ingiustamente – Sorte matrigna – della loro fetta di torta. Cercano conforto in qualche telefonata. Nella radio o nel web. Nel Gratta-e-vinci che potrebbe cambiare la loro vita, o nella risposta alla centesima mail, mandata per proporsi a un’altra Primaria Azienda. Poche, pochissime di queste formichine sono davvero libere di essere se stesse. Il più delle volte, lo sono quelle che han scelto di essere, anziché di avere. Rinunciando a tutti i gadget tecnologici, che ormai sembrano indispensabili appendici. Pròtesi per riuscire ad afferrare la modernità. Ganci per sollevarsi finalmente da terra, e respirare aria buona. Le persone più leggere e più libere, forse, non sono così interessate alla modernità. Piuttosto, sono appassionate. Di sogni e di progetti. Di curiosità. Dei propri figli che crescono, dei fiori che curano in giardino. Della vita, degli odori, dei sorrisi.



Finché si ha una finestra, la vita è affascinante.





Il mio futuro
di EDITH SODERGRAN

Il capriccio di un attimo
mi ha rubato il futuro,
messo insieme a casaccio.
Voglio rifabbricarmelo piu' bello,
come l'ho sempre pensato.
Ricostruirlo su terreno solido
(le mie intenzioni).
Risollevarlo su colonne altissime
(i miei ideali).
Riaprirvi il passaggio segreto
dell'anima mia.
Rialzargli la torre scoscesa
della mia solitudine.





PAURA DEI MIEI RICORDI
di Francesco Gheza


In alcuni anni appena trascorsi
ho avuto paura dei miei stessi ricordi;
ora senza timore li osservo sereno,
perché non m'opprime l'ansia interiore.

Anche solo il ricordo in attento pensiero,
pur solo l'immagine verso fulgide mete
turbavano forte la mia vita corrente:
angustia m'offriva la meta stroncata.

Rifugio mi era nel rimorso assopito
affrettarmi alla sera nel sonno precoce,
sperando clemenza nel giorno futuro,
rigettando pensieri ancora struggenti.

Ora senza l'assillo li riporto a me stesso
perché scaduta è la pena ad essi legata.





La Verita' entro di noi
di GIORDANO BRUNO

Lascia l'ombre ed abbraccia il vero.
Non cangiare il presente col futuro.
Tu sei il veltro che nel rio trabocca,
mentre l'ombra desia di quel c'ha in bocca.
Aviso non fu mai di saggio o scaltro
perdere un bene per acquistarne un altro.
A che cerchi si lungi diviso
se in te stesso trovi il paradiso?
Anzi, chi perde l'un mentre e' nel mondo,
non speri dopo morto l'altro bene.
Perche' si sdegna il ciel dare il secondo
a chi il primiero non caro non tenne;
cosi', credendo alzarti, vai a fondo;
ed ai piacer togliendoti, a le pene
ti condanni; e con inganno eterno,
bramando il ciel, stai ne l'inferno.







Poeti futuri
di WALT WHITMAN


Poeti futuri! oratori, cantori, musicisti futuri!
Non l'oggi mi puo' giustificare e chiarire chi sono,
Ma voi, stirpe nuova, atletica, schietta, continentale,
maggiori d'ogni altra conosciuta,
Sorgete! spetta a voi giustificarmi.

Io scrivo solo una o due parole per indicare il futuro,
Non avanzo che un attimo, per poi voltarmi e
riaffrettarmi nel buio.

Io sono un vagabondo che non si ferma mai, che getta a
caso uno sguardo su di voi e storna il viso,
Lasciandovi il compito di analizzarlo e definirlo,
Da voi aspettandosi cose piu' importanti.


 




Speranza
di Carla Piccinini

È virtù, ma pure esigenza:
per restare vivi
non se ne può fare a meno.
Se è anche dono,
ne ringrazio il Signore:
ne ho sempre una fiammella
e trovo continui alimenti.
È autunno e il sole spesso si nega,
ma la sua luce rimane
nelle foglie e negli ultimi fiori.
L'erba dei prati avvizzisce,
ma presto il verde torna
a splendere per la nostra gioia.
Dietro le nubi minacciose
non è spento il fulgore degli astri
per rischiararci la via.
Ogni giorno ci sono annunciate
opere di male e varie sventure,
ma possiamo anche scoprire
meraviglie d'arte e di carità.
Alziamo dunque la testa
e guardiamo in alto e lontano:
non c'è buio che non celi
luci e colori infiniti
e nel silenzio udire possiamo
mirabili eterne armonie.
Apriamoci al mondo, ai fratelli,
al futuro
e la speranza fiorirà nel nostro cuore.
Se il bocciolo non si schiude
all'aria ed al sole
non diverrà splendida corolla.
Nutriamo la nostra speranza
con l'amore fraterno e del Padre:
saremo luce e calore
per chi ne ha bisogno.






Poesie per una voce
di Giovanni Giudici

Dice: ti cullo il bambino perché
anch'io sono un bambino - ma è assurdo.
Non può avere la voce uno che non è qui
né braccia né potrei volendo cullarlo a mia volta.
Pure il bambino vero tace se resto in ascolto
della sua finta voce nella mia finta pace.
Pure gli posso far dire ogni parola che voglio:
mio amore quanto errore e dolore ci divide
quanto futuro senza futuro si spalanca.
Vuole mettere ordine vuole che mi riposi.

Gli posso far pensare ogni pensiero che voglio:
lei pensa che io penso - mi penserà.
Pensami nella mia camera
ingombra del mio niente.
Pensami nel mio niente carico di tutto.
Di me diranno che ho visioni che sono magra.
Di me diranno abbia cura della salute.
Ma tace il bambino vero se resto in ascolto.
Tace se resto in ascolto il tic-tac dell'orologio.
Mi ha detto non avere paura
non è quello il tempo vero
non guardare
non toccare
le vene sulle tue mani.



Letto volte.

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