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L'Abbazia di San Nazzaro - S. Nazzaro Sesia






Facciata della Chiesa gotico-lombardo (sec. XV) e nartece a quadriportp romanico (sec. XI)

L'Abbazia di San Nazzaro Sesia è tra le più gloriose del Novarese e del Vercellese
ed è uno dei maggiori documenti d'arte romanica in Alta Italia.



Essa appartiene alla provincia di Novara ed ecclesiasticamente alla diocesi di Vercelli.


Fu fondata nel 1040 dal Vescovo di Novara Riprando unitamente ai suoi fratelli Conti di Biandrate,
il quale l'affidò, secondo consuetudine del tempo, ai monaci benedettini, 
riservando alla famiglia il diritto di decima.



Il luogo su cui sorge il monastero è in prossimità di un guado del fiume Sesia, 
in uso già in epoca romana, come lo testimoniano i resti archeologici di sepolture
e costruzioni romane, largamente impiegate per l'edificazione del monastero.




L'Abbazia condusse fra alterne vicende la tipica vita di "curtis" medioevale, 
fino a che, nella prima metà del XV secolo all'Abate regolare si sostituì una abate Comandatario. 



Croce posta nel cortile antistante costruita con gli scarti della fonderia e intitolata:"Il Cristo degli ultimi" 

Primo e più illustre fu l'Abate Antonio Barbavara
al quale si deve la ricostruzione della Chiesa e dei Chiostri (1429-1467).



Nel 1801 i beni badiali furano incamerati dal Demanio francese e venduti a privati affaristi. 




Nartece lato nord

Il nartece o atrio della Chiesa è il monumento più noto e più discusso del complesso. 
Secondo alcuni studiosi si tratterebbe di un tuttuno con l'antica Chiesa, mentre per altri 
sarebbe la costruzione più tarda fra il 1125 e il 1150.
Esso sarebbe stato in antico un quadriportico completo di due piani,
racchiudente un cortile circondato da portici 
e gallerie o matronei, antistante la Chiesa.




Quanto resta attualmente sarebbero le due ali laterali.
E' da osservare che per quanto riguarda il complesso tutti i documenti sono andati dispersi
e pertanto non è possibile uno studio del monumento su base di documenti.



Interno della Chiesa divisa in tre navate (sec. XV)


L'attuale Chiesa, ricostruita dall'abate Barbavara sulle fondamenta dell'antica Chiesa, 
è una tipica Chiesa "a sala" di architettura gotico-lombardo,
costituita cioè da un unico vano suddiviso in tre navate
da due file di colonne in cotto, intonacate a finto marmo nel secolo scorso. 




Statua sdraiata all'interno della Chiesa, guardandola da vicino è commovente. L'autore è ignoto

Il pavimento era stato rialzato per impedire infiltrazioni d'acqua,
dato che il piano di campagna intorno alla Chiesa, aveva subito un sensibile innalzamento dei riporti.



Torre campanaria alta 35 mt (sec. XI)


Il campanile, coevo dell'antica Chiesa, con la sua maestosa struttura indica di non essere stato costruito
per una chiesetta di campagna ma per un complesso di notevole importanza
e doveva costituire un bastione di avvistamento.



Dalla sua cima è infatti possibile vedere chiaramente il Sesia, Biandrate, Novara e Vercelli;
direttrici da cui potevano giungere le insidie nemiche.
Il campanile, seriamente danneggiato, è stato recentemente consolidato dal Genio Civile.




Chiostro dell'Abbazia (sec. XIV-XVI) lato coevo alla Chiesa ristrutturata dall'Abate Barbavara

Per quanto riguarda il chiostro, tre lati sembrano di costruzione trecentesca
e poggiano su pilastri di fattura romanica, a cui sono state appoggiate mura strombate che sorreggono gli archi abbassati
su cui corre la loggia superiore.
La parte addossata alla Chiesa è di fattura quattrocentesca ad archi leggermente acuti.



Sulla facciata di questa ala si intravedono ancora avanzi di pittura. 
Sulle pareti del loggiato inferiore si stendevano, su due ordini sovrapposti, degli affreschi della seconda metà del quattrocento, 
di artisti ignoti, illustranti la vita di San Benedetto.
Molti affreschi sono andati perduti.



Fossato, la parte ancora esistente


L'Abbazia era circondata da fossati e da mura di cui restano alcuni tratti e tre delle quattro torri angolari. 




Oltre al pregevole aspetto storico-culturale e architettonico che la rende ambita meta di interesse turistico,
l'Abbazia è caratterizzata dalla vita spirituale della Parrocchia.


Sono andata a visitare questa Abbazia in un giorno nuvoloso ma a San Nazzaro ho trovato il sole. 

Grazia
Letto volte.

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