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Magicamente
storie e poesie





Le nere scale della mia taverna

tu discendi tutto intriso di vento.
I bei capelli caduti tu hai
sugli occhi vivi in un mio firmamento remoto.
Nella famosa taverna
ora è l'odore del porto e del vento.
Libero vento che modella i corpi
e muove il passato ai bianchi marinai.




Mi adagio

Mi adagio nel mattino
di primavera. Sento
nascere in me scomposte
aurore. Io non so più
se muoio o se rinasco.





Poesia senza titolo

Era l'alba sui colli, e gli animali
ridavano alla terra i calmi occhi.
Io tornavo alla casa di mia madre.
Il treno dondolava i miei sbadigli
acerbi. E il primo vento era sull'erbe.

Altissimo e confuso, il paradiso
della mia vita non aveva ancora
volto. Ma l'ospite alla terra, nuovo,
già chiedeva l'amore, inginocchiato.

Cadeva la preghiera nella chiusa
casa entro odore di libri di scuola.
Navigavano al vespero felici
gridi di ucceli nel mio cielo d'ansia.





I rumori dell'alba

Come è forte il rumore dell'alba!
Fatto di cose più che di persone.
Lo precede talvolta un fischio breve,
una voce che lieta sfida il giorno.
Ma poi nella città tutto è sommerso.
E la mia stella è quella stella scialba
mia lenta morte senza disperazione.






Il vegetale

Lasciato ho gli animali con le loro 
mille mutevoli inutili forme. 
Respiro accanto a te, ora che annotta, 
purpureo fiore sconosciuto: assai 
meglio mi parli che le loro voci. 
Dormi fra le tue verdi immense foglie,
purpureo fiore sconosciuto, vivo 
come il lieve fanciullo che ho lasciato 
dormire, un giorno, abbandonato all'erbe.

Sandro Penna

Letto volte.

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