
Il 5 febbraio del 1804 nacque a Jakobstad, Johan Ludvig Runeberg, un poeta e scrittore finlandese di lingua svedese, considerato il poeta nazionale della Finlandia. Runeberg studiò prima nelle città di Vaasa e Oulu, poi alla Reale Accademia di Åbo, dove divenne amico di Johan Vilhelm Snellman e Zacharias Topelius. I suoi studi vertevano principalmente sui classici latini e greci.
Molti dei suoi poemi parlano della vita rurale in Finlandia. Il più famoso di essi è Bonden Paavo ("il contadino Paavo", Saarijärven Paavo in finlandese), che parla di un piccolo proprietario terriero del povero villaggio di Saarijärvi e della sua determinazione e fede incrollabile nella provvidenza di fronte ad un clima rigido e ad anni di pessimi raccolti. È costretto ad aggiungere due parti di corteccia nel pane per evitare di morire di fame e condivide il poco che ha con i suoi vicini.
L'opera più conosciuta di Runeberg è Fänrik Ståls sägner ("La storia dell'alfiere Stål"), Vänrikki Stoolin tarinat in finlandese, scritta tra il 1848 e il 1860. Viene considerato il più importante poema epico finlandese dopo il Kalevala. Narra della Guerra di Finlandia del 1808-09 contro la Russia. Nella guerra la Svezia perse la Finlandia, che diventò un Granducato dell'Impero Russo. Il poema che è composto da episodi, enfatizza la comune umanità di entrambe la parti in conflitto, lodando in particolare l'eroismo dei finnici. La poesia che apre l'opera, Vårt land, ("La nostra Terra"), Maamme in finlandese, diventò l'inno nazionale finlandese. Runeberg viene celebrato il 5 febbraio di ogni anno.( morì il 6 maggio del 1877)

Il primo bacio
Questa poesia, compresa nella raccolta "Dikter" del 1833,
è stata musicata nel 1900 da Jean Sibelius in forma di Lieder, op. 37 n.1.
traduzione in italiano di Piero Pollesello
La stella della sera sedeva sul bordo di una nuvola d’argento
e nel crepuscolo laggiù da un boschetto una ragazza le chiese:
“Dimmi, stella della sera, cosa si dice in cielo
quando qualcuno dona il primo bacio alla persona amata?”
E la timida figlia del cielo rispose:
“Gli angeli celesti in schiera guardano in terra
vedendo in quel momento il riflesso della loro propria luce;
solo la Morte volge lo sguardo altrove e piange”.

La sorgente
(dalla raccolta Dikter II, 1833)
Traduzione di Piero Pollesello
O sorgente, siedo alle tue rive
e guardo come il corteo di nuvole,
guidate da mano invisibile,
si riflette nelle tue onde tremule.
Ecco, una nube appare e si infiamma rossa
come il sorriso di un bocciolo di rosa.
Ma, addio! Così presto mi dice addio
per non tornare più.
Un’altra ne vedo arrivare
ancora più rilucente e bella!
Oh, se ne va’ anche questa, altrettanto in fretta,
e, volubile, sparisce
E ancora una! Ma questa non vuole andarsene
e segue lenta il suo corso;
o sorgente, ora il cielo è scuro
e la sua ombra ti rabbuia
Quando ti vedo così, o sorgente
penso alla mia anima:
a quanti cieli dorati
ha dovuto dire addio,
a quanti cieli pesanti e tristi
hanno gettato su di te una notte fonda,
e sono venuti all'improvviso,
ma se ne sono andati così lentamente.
E anche se lo so bene
come se ne siano venuti o andati,
so che sono solo stati cieli vuoti
che si riflettevano nella mia anima.
La luce e le ombre del tuo specchio d’acque
hanno dipeso da essi! -
o sorgente, quando finirà questo gioco?
quando le tue acque avranno pace?
Johan Ludvig Runeberg
Letto volte.