Oggi 17 febbraio nacquesro Gustavo Adolfo Becquer, poeta
e Rocco Lentini pittore.
Oggi la terra e i cieli mi sorridono.
Oggi arriva nella mia anima il sole.
Oggi l'ho vista...
... l'ho vista e mi ha guardato.
Oggi credo in Dio!

"Che cos'è la poesia?", dici mentre fissi
la mia pupilla con la tua pupilla blu.
"Che cos'è la poesia? E tu me lo domandi?
Poesia... sei tu!"

Tu eri l'uragano e io l'alta torre
Tu eri l'uragano e io l'alta torre che sfida il suo potere:
dovevi schiantarti o abbattermi...
Non è potuto essere!
Tu eri l'Oceano e io la eretta roccia
che salda attende il suo ondeggiare:
dovevi rifrangerti o sradicarmi!
Non è potuto essere!
Bella tu, io altero;
abituati l'una a travolgere, l'altro a non cedere;
il sentiero stretto, inevitabile lo scontro...
Non è potuto essere!

La mia vita e una petraia
fiore che tocco si sfoglia
poiché nel mio cammino mortale
qualcuno va seminando il male
affinché io lo raccolga.

I sospiri sono aria, e vanno verso l'aria.
Le lacrime son acqua, e vanno al
mare.
Dimmi donna: quando l'amore si dimentica
sai tu deve va?

Io so un inno immenso e strano
che annuncia nelle notti dell'anima un'aurora,
e queste pagine sono di quell'inno
cadenze che l'aria dilata nell'ombra.
Io vorrei scriverlo, dell'uomo
dominando la ribelle, meschina lingua,
con parole che fossero ad un tempo
sospiri e risate, colori e musica.
Ma è inutile lottare; non c'è scrittura
che possa racchiuderlo, e a malapensa - oh mia bella! -
tenendo fra le mie mani le tue,
potrei, all'orecchio, cantarlo a te sola.

"Che cos'è la poesia?", dici mentre fissi
la mia pupilla con la tua pupilla blu.
"Che cos'è la poesia? E tu me lo domandi?
Poesia..., sei tu!"

Come vive quella rosa che hai appuntato
sul tuo cuore?
Mai prima d'ora contemplai sulla terra
nel vulcano un fiore.

Per uno sguardo un mondo;
Per un sorriso un cielo;
per un bacio... non so che ti darei per un bacio.

Come un libro aperto
leggo nel fondo dei tuoi occhi.
Perchè la bocca sorride se gli occhi la smentiscono?
Piangi. Non vergognarti di confessare che mi amasti.
Piangi. Nessuno vede.
Guarda. Io sono un uomo, eppure piango.
Gustavo Adolfo Bécquer
Gustavo Adolfo Domínguez Bastida, più noto come Gustavo Adolfo Bécquer
(Siviglia, 17 febbraio 1836 – Madrid, 22 dicembre 1870), è stato un poeta e scrittore spagnolo.
I suoi modelli poetici sono essenzialmente Heine, in primo luogo, poi Byron e Alfred de Musset, come ben mostrano i loro echi nella sua opera.
Gustavo Adolfo Bécquer fu anche grande narratore: scrisse venticinque Leggende, del genere gotico o abbozzi di prosa poetica o ancora di genere avventuroso. Si sono individuati, come temi fondamentali, l'esotismo, la morte e la vita oltreterrena, la magia, la religione, l'animismo.
Se come prosatore è alla pari dei migliori del suo tempo, li supera nell'ispirazione, nell'immaginazione e nella prosa lirica, mostrando profondo interesse e amore per la natura.
Insieme con Rosalía de Castro, Bécquer inaugura la moderna lirica spagnola ma ha cura di mantenere i legami con la poesia tradizionale. Le Rimas si situano nella corrente romantica, con la rivalutazione della poesia popolare, le seguidillas e i fandangos dell'Andalusia, che la lírica "colta" aveva abbandonato nel XVIII secolo, e nell'estetica del sentimento. "Esiste una poesia magnifica e sonora", scrisse, "figlia della meditazione e dell'arte, che si addobba con tutta la pompa della lingua, che si muove con una ritmica maestà, che parla all'immaginazione conducendola per un sentiero sconosciuto...Esiste un'altra, naturale, breve, secca, che sorge dall'anima come una scintilla elettrica, che ferisce il sentimento con una parola e fugge, e che, spoglia di artifici, libera da forme, sveglia le mille idee che dormono nell'oceano della fantasia. È la poesia popolare, la sintesi di ogni poesia, perché il popolo è stato e sarà sempre il grande poeta di tutte le epoche".
Il suo ideale poetico è lo sviluppo di una lirica intimista, espressa con sincerità, semplicità, musicalità di forma e facilità di stile.
Le sue Rimas furono tenute sempre presenti dai lirici spagnoli del Novecento: Miguel de Unamuno, i fratelli Manuel e Antonio Machado, Juan Ramón Jiménez, Rafael Alberti, Federico García Lorca, Luis Cernuda, Vicente Aleixandre, Dámaso Alonso e altri ancora le hanno considerate le forme fondanti della sensibilità moderna e delle nuove forme espressive. gey cupala

Rocco Lentini (Palermo, 17 febbraio 1858 – Venezia, 20 novembre 1943) è stato un pittore e scenografo italiano.
Figlio d'arte, nato dal pittore e decoratore Giovanni, originario di Trapani, allievo di Alessandro Mantovani.
Durante una prova giovanile, illustrò con Enrico Cavallaro il manoscritto Il testamento del Nanno di Antonio Palomes, testo filo-clericale e anti-unitario, adoperando la tecnica ad acquerello. L'anno successivo entrò nello studio del paesaggista Francesco Lojacono.
Nel 1877 fu premiato con una borsa di studio dal comune di Palermo, questo gli permise di frequentare l'Accademia di belle arti di Bologna. Si stabilì poi a Napoli, in un arco di tempo limitato, ma seguì con interesse l'opera di Filippo Palizzi e di altri realisti napoletani. Appena due anni dopo fu rappresentato con suoi dipinti al Salon di Parigi. Dopo la sua presenza alla Promotrice delle belle arti di Torino del 1879, continuò la sua formazione. Rientrato dopo un viaggio all'estero ottenne la cattedra di pittura all'Accademia di Brera, soggiornando a Milano per alcuni anni.
Dal 1888 al 1924 insegnò disegno presso il regio educandato "Maria Adelaide" di Palermo.
In quel periodo partecipò attivamente alla vita culturale della Sicilia e realizzò le imprese più importanti nella città natale, tra le quali le decorazioni e gli affreschi per i teatri Massimo, Politeama, Bellini, per la Stazione centrale, e per gli interni di palazzo delle Aquile con Giuseppe Damiani Almeyda e altri. Organizzò la "I mostra siciliana di pittura, scultura bianco e nero", tenutasi a villa Gallidoro. Fondò e diresse il mensile La Sicilia artistica e archeologica, insieme ai Basile (padre e figlio) e a Francesco Saverio Cavallari.
Fu un assiduo frequentatore dei circoli artistici europei, in particolar modo tedeschi e settentrionali. Oltre alle numerose esposizioni nazionali e internazionali, prese parte alle Biennali di Venezia del 1905 e del 1922. Trasferendosi in seguito al matrimonio con una nobildonna veneta nella città lagunare, vi risiederà fino alla fine dei suoi giorni.
È sepolto con la moglie e la famiglia di lei al cimitero di San Michele.
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