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Magicamente
storie e poesie




Il 2 agosto del 1934 nacque Piera Oppezzo, 
poetessa italiana († 2009)

Chi ricorda ancora questa poetessa? 
Piera Oppezzo è un'artista rilevante e infelice, scomparsa nel 2009, 
con una creatività difficile e sofferta e equilibri psichici oppressi dalla malattia.
Alla poesia fresca e vivace degli inizi fa seguito una poetica complicata
e di difficile comprensione. 
Una metamorfosi che le fa espellere dai suoi versi i sentimenti
per dare spazio a ricerche espressive spesso oscure. 
Non è il genere di poesia che preferisco, 
tuttavia vi è un livello di dolore e verità nei suoi versi 
che non merita di essere dimenticato. 




ESTERNO

Il paesaggio è pronto
per una bella 
serata autunnale
che l'uomo asseconda
con ondosità tranquille
del suo passo mentale.
L'albero è là
il pensiero più sotto
il cielo lassù
lui in basso a destra
volendo potrebbe avvertire
queste nette, lucide
perfette distanze.


In questa poesia, L a grande paura, si respira il tema più volte dibattuto
dell’emancipazione femminile in contrapposizione 
a quello della schiavitù, dibattimenti che ci hanno condotto
nel tempo a molte conquiste ma, una domanda mi sorge spontanea: 
in un’Italia con un forte imprinting patriarcale,
dove a tutt’oggi la carriera politica e religiosa della donna
checché se ne dica è subordinata all’uomo,
possiamo davvero parlare di “uguaglianza”
e di “pari opportunità”?






La grande paura


La storia della mia persona
è la storia di una grande paura
di essere me stessa,
contrapposta alla paura di perdere me stessa,
contrapposta alla paura della paura.
Non poteva essere diversamente:
nell’apprensione si perde la memoria,
nella sottomissione tutto.
Non poteva
la mia infanzia,
saccheggiata dalla famiglia,
consentirmi una maturità stabile, concreta.
Né la mia vita isolata
consentirmi qualcosa di meno fragile
di questo dibattermi tra ansie e incertezze.
All’infanzia sono sopravvissuta,
all’età adulta sono sopravvissuta.
Quasi niente rispetto alla vita.
Sono sopravvissuta, però.
E adesso, tra le rovine del mio essere,
qualcosa, una ferma utopia, sta per fiorire.

Piera Oppezzo



"E’ contenta la persona 
se trova parole che somigliano
alla vita.
Se con la vita proprio adesso
si sono messe in relazione.
E’ così che viene a sapere". 

Piera Oppezzo 

Letto volte.

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