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Magicamente
storie e poesie

Primo maggio, la festa dei lavoratori.

 

 

 

E' giusto che una giornata sia dedicata al lavoro, la principale attività di ogni uomo,

la principale fonte della sua prosperità...

Ogni lavoro è importante, sia quello compiuto dalle braccia, sia quello compiuto dalla mente perché in ogni uomo che lavora c'è sempre una mente che pensa e provvede,

c'è sempre una persona che fatica per sé, per i propri cari, per il bene dell'umanità.

Ogni luogo in cui vivi, porta l'impronta dell'operosità di chi ci ha preceduto perché la storia del progresso è la storia del lavoro.

 

 

 

Gli odori dei mestieri

di Gianni Rodari

 

lo so gli odori dei mestieri:

di noce moscata sanno i droghieri,

sa d'olio la tuta dell'operaio,

di farina sa il fornaio,

sanno di terra i contadini,

di vernice gli imbianchini,

sul camice bianco del dottore

di medicine c'è un buon odore.

I fannulloni, strano però,

non sanno di nulla e puzzano un po'.

 

 

 

 

Il muratore

di Giosuè Borsi

 

Prendi ed eleggi dei matton quadrucci

quelli più esatti, più ben cotti e lisci,

poi con un colpo secco del martello

i troppo acuti spigoli scantucci.

Prendi la pescolata e la spartisci

e il mattone vi adagi al suo livello.

Indi batti su quello

con la cazzuola volta dalla parte

del manico, con arte,

perchè della compressa

calcina agglomerata non avanzi

il più di sotto, ma il soverchio d'essa

spinto di fuori, sia raccolto, innanzi

che si secchi, e ripreso,

impastato, spalmato e ben disteso.

 

 

 

 

 

 

La cucitrice

di Giovanni Pascoli

 

L'alba per la valle nera

sparpagliò le greggi bianche:

tornano ora nella sera

e s'arrampicano stanche;

una stella le conduce.

Torna via dalla maestra

la covata e passa lenta;

c'è del biondo alla finestra

tra un basilico e una menta

è Maria che cuce e cuce.

Per chi cuci e per che cosa?

un lenzuolo? un bianco velo?

Tutto il cielo è color rosa,rosa e oro,

e tutto il cielo

sulla testa le riluce.

Alza gli occhi dal lavoro:

una lacrima? un sorriso?

Sotto il cielo rosa e oro,

chini gli occhi, chino il viso,

ella cuce, cuce, cuce.

 

 

 

Le mani dell'operaio

di Renzo Pezzani

 

Dice il Signore a chi batte

alle porte del suo Regno:

Fammi vedere le mani;

saprò io se ne sei degno.

L'operaio fa vedere

le sue mani dure di calli:

han toccato tutta la vita

terra, fuochi, metalli.

Sono vuote d'ogni ricchezza,

nere, stanche, pesanti.

Dice il Signore: Che bellezza!

Così son le mani dei Santi!

 

 

 

Mani callose

di G. Gerini

 

O mani callose

nodose tenaci, avvinghiate

al maglio, al piccone, all'aratro

in cupe caverne tra lampade fioche,

o per maggesi che brucia il solleone,

il rude lavoro è un dono di Dio.

 

 

Letto volte.

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