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Magicamente
storie e poesie

Poesie come farfalle…

PAGLIA E FARFALLE
di Leonardo Sinisgalli

Marzo rimescola paglia e farfalle
nell’aria più liscia.
Affondo il piede nella buca
di terra che la talpa
ha rimosso da poco.
Mi struscia il sole la nuca
sull’erba folta della valletta.

SETTEMBRE
di Attilio Bertolucci

Chiaro cielo di settembre
illuminato e paziente
sugli alberi frondosi
sulle tegole rosse

fresca erba
su cui volano farfalle
come i pensieri d’amore
nei tuoi occhi

giorno che scorri
senza nostalgie
canoro giorno di settembre
che ti specchi nel mio calmo cuor

 
da Ossi di seppia
di Eugenio Montale

 

Tentava la vostra mano la tastiera,
i vostri occhi leggevano sul foglio
gl’impossibili segni; e franto era
ogni accordo come una voce di cordoglio.
Compresi che tutto, intorno, s’inteneriva
in vedervi inceppata inerme ignara
del linguaggio più vostro: ne bruiva
oltre i vetri socchiusi la marina chiara.

Passò nel riquadro azzurro una fugace danza
di farfalle; una fronda si scrollò nel sole.
Nessuna cosa prossima trovava le sue parole,
ed era mia, era nostra, la vostra dolce ignoranza.

SOLITUDINE
di Giovanni Pascoli

I

Da questo greppo solitario io miro
passare un nero stormo, un aureo sciame;
mentre sul capo al soffio di un sospiro
ronzano i fili tremuli di rame.

È sul mio capo un’eco di pensiero
lunga, né so se gioia o se martoro;
e passa l’ombra dello stormo nero,
e passa l’ombra dello sciame d’oro.

II

Sono città che parlano tra loro,
città nell’aria cerula lontane;
tumultuanti d’un vocìo sonoro,
di rote ferree e querule campane.

Là, genti vanno irrequïete e stanche,
cui falla il tempo, cui l’amore avanza
per lungi, e l’odio. Qui, quell’eco ed anche
quel polverio di ditteri, che danza.

III

Parlano dall’azzurra lontananza
nei giorni afosi, nelle vitree sere;
e sono mute grida di speranza
e di dolore, e gemiti e preghiere. . .

Qui quel ronzìo. Le cavallette sole
stridono in mezzo alla gramigna gialla;
i moscerini danzano nel sole;
trema uno stelo sotto una farfalla.

Farfalla cieca
di Anna Rizzardi

Ali screziate, gracili,
stridenti con l’avorio dell’aria
e l’opaco grigiore delle scaglie di nero cemento.
Alla ricerca infatuata
di un sogno troppo azzurro,
freneticamente disveli i pistilli diafani
del tuo sorriso,
aggirandoti silenziosamente prigioniera
nel tuo vortice alato senza senso.
I tuoi occhi opalescenti, privi del corallo acceso,
muti di vivacità, non odono che suoni bassi,
tenui, inesitabili,
non respirano l’ignoto profumo delle nuvole,
volteggiano inermi e profondamente attoniti.
Perché il cuore corrusco
non osa sollevarsi dal gretto asfalto ?
E’ cieca inesorabilità ?
Strana, irreale, inoffensiva creatura,
Vola ! al di là del silenzio, al di là del dubbio, al di là del pensiero…

Letto volte.

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