Giuseppe Colli
scrittore e poeta italiano, nato il 29 novembre del 1924.
Nel secondo dopoguerra fu uno dei più intraprendenti artefici della ricostruzione culturale torinese, partecipando alla fondazione di alcune associazioni, collaborando a vari giornali con articoli di argomento letterario, artistico, storico, e fondando (1952) il periodico letterario Il Solitario (a significare la solitudine creativa dello scrittore) che sotto la sua direzione si meritò la collaborazione e il plauso dei più importanti scrittori dell’epoca.
Negli stessi anni esordì come poeta e scrittore con vari volumi di poesia e prosa. Contemporaneamente alla sua attività di scrittore diresse l’ufficio stampa della casa editrice S.E.I., della quale più tardi assunse l’incarico di redattore capo. Per tale editrice il Colli diresse alcune enciclopedie di cultura e un dizionario italiano e varie collane di narratori italiani per le scuole, Giuseppe Colli ha sinora pubblicato cinque raccolte di poesie e diciotto libri in prosa. La sua attività letteraria è ancor oggi impegnata a testimoniare la vitalità della sua vocazione di scrittore, che ha dato un importante contributo alla letteratura italiana, alla cultura e alla editoria regionale piemontese. Al Monferrato, sua indimenticata terra di origine, il Colli dedicò un libro storico-artistico e descrittivo che riscosse larghi consensi critici. Per tale volume, nel 1970, gli venne concesso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri un Premio della Cultura.
Le sue opere di poesia comprendono : Il cielo dell’isola (edizioni Momenti, 1950); La voce muta (Ed . La cittadella, 1968); L’età breve (Ed. Rattero, 1950); Poesia a due voci (Società editrice internazionale, 1951); Ricerca d’approdo (Ed.Vallecchi, 1965).
La barca a vela
Solca il mare
la barca
a vela,
come il vomere
la terra,
e la variopinta tela
gonfia
di vento,
si piega
ad ogni soffio
più violento
quasi volesse fuggire,
volare lontano,
come un solitario gabbiano.
Giuseppe Colli 
Fraternità
lo non vorrei
udire mai
piangere
nessuno,
perché ogni dolore
mi fa male
al cuore,
aperto
per consolare
ogni fratello
triste. ..
lo vorrei
su tutte le bocche
scorgere il sorriso,
in tutte le pupille
la sincerità,
sentire in tutti i cuori
la speranza,
in ogni mano la fraternità.
lo vorrei avere
ogni fratello amico,
compagno
nella gioia e nel dolore,
e amare
con lo stesso cuore
la vita,
dura, eppure cosi bella.
Giuseppe Colli 
Il 29 novembre 1926 nacque anche il poeta e drammaturgo algerino
.
(Beni Saf, Algeria, 1926-Algeri 1973). Pubblicò le sue prime poesie nel 1945, ispirandosi a A. Rimbaud e a P. Verlaine. Aderì in seguito alla causa della liberazione algerina militando attivamente nella clandestinità. Le poesie di quel periodo sono raccolte in Matinales de mon peuple (1961). Preoccupazioni più personali emergono in Avant corps (1968). Le sue ultime pubblicazioni postume sono le raccolte poetiche Vivant (1981), Dérision et Vertige (1983), L'homme poème (1983) e il romanzo Ebauche du Père (1989).
La bellezza era qui, per il primo offerente, a portata di mano,
Vulnerabile e selvaggia, un frutto in equilibrio
Tra lo sguardo e la fame.
E io
Degli uccelli, degli ucceli
In picchiata, le parole prendevano
I loro sandali per camminare.
Rivoluzione,
Che bel mattino!
Ho visto il popolo più bello della terra
Sorridere al frutto e ho visto il frutto che si offriva.
Perché il frutto, se lo inviti alle feste dell’uomo,
Accorre.
Brilla come una pupilla.
Tu pensi che stia nel disordine, lui nuota con bracciate ordinate.
Ascolta il riccio di mare, la medusa
Che si mostrano per difendersi:
Una melodia dello spazio- e il cosmonauta risponde.
Il tuo cuore non scoppia di gioia, si arrotonda, si smussa.
Estratto di una poesia di
traduzione di Andrea Verga
Se cantare il mio amore è amare il mio paese,
io sono un combattente che non nega.
Indosso il cuore il suo nome come un mazzo di ortiche,
io condivido il suo letto e cammino il suo no.
Jean Sénac