
L'uomo ha la possibilità di raggiungere i propri scopi nella vita e di essere felice solo se: saprà unirsi agli altri uomim in un rapporto di amore e di solidarietà: questo: è il messaggio che Eluard rivolge agli uomini da poco usciti dalla seconda guerra mondiale (questa lirica infatti è stata pubblicata neI 1947).

Non verremo alla mèta ad uno ad uno
Non verremo alla mèta ad uno ad uno
Ma a due a due. Se ci conosceremo
A due a due, noi ci conosceremo
Tutti, noi ci ameremo tutti e i figli
Un giorno rideranno
Della leggenda nera dove un uomo
Lacrima in solitudine.
Paul Eluard

Durante l'ultima guerra mondiale, c'erano uomini e gruppi di uomini che si sentivano degli estranei nella terra che li aveva visti nascere, e crescere, perché quella terra la occupavano, da padroni, eserciti stranieri. Difficile allora ubbidire al precetto evangelico di amare anche i proprI nemici, tanto più che la resistenza agl'invasori diventava anche lotta per dare al mondo più giustizia (più «pane») e libertà.
La patria
Posseggo una patria e su di essa il giorno
risplende con l'azzurro del cielo,
mentre di sera vi brillano infinite stelle
che l'alba spegne con la sua luce.
Ma quando a notte ritorno
sotto il buio delle grondaie,
sento il nemico intorno alla mia casa,
in agguato, con l'arma nel pugno.
Secondo l'Evangelo, madre, tu mi hai
ad amare tutti come te: educato
vorrei amare, o madre,
ma ho bisogno di pane e di libertà.
Nikola Vapcàrov

Così disumani erano quei tempi che i poeti, come dice Salvatore Quasimodo in questa poesia, avevano fatto il voto di interrompere il loro canto. l'espressione appendere le cetre ai salici si richiama al salmo 136 della Bibbia in cui gli ebrei esprimono il loro lamento per essere stati deportati.

Alle fronde dei salici
E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull'erba dura di ghiaccio, al lamento
d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.
Salvatore Quasimodo

Brecht, poeta e drammaturgo tedesco, dopo l'affermarsi in Germania del nazismo, contro il quale egli sempre lottò, visse in esilio molti anni in Francia, Svizzera, Danimarca: dal suo esilio egli guardava con preoccupazione al riarmo e alla politica aggressiva della Germania, prevedendo lo scoppio imminente della guerra, come risulta chiaro da questi suoi brevi componimenti scritti negli anni 1937-38.

Uomo che hai la giacca consunta
Uomo che hai la giacca consunta
nelle fabbriche tessili
tessono per te un abito di panno
che non consumerai.
Tu che cammini per ore verso il posto di lavoro
con le scarpe rotte: l'auto
che sarà costruita per te ha
bisogno d'una corazza d'acciaio.
Per un bricco di latte ai tuoi figlioli
tu fondi un gran recipiente, fonditore,
che non è per il latte. Chi
ci berrà?
Bertolt Brecht

Se questo è un uomo
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che tovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetelele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
Primo Levi
Letto volte.