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Magicamente
storie e poesie


Poesie sul






NENIA
di Leonardo Sinisgalli

Figlia del mio destino
cresci come, la rosa nel giardino.
Dormi figlia mia, dormi e cresci,
dormi come cresce il grano appena nasce.





DESTINO
di Giuseppe Ungaretti

Volti al travaglio
come una qualsiasi
fibra creata
perhè ci lamentiamo noi?




Il Destino
di Pasquale Capasso

Il destino ha voluto che ti incontrassi,
il destino ha voluto che tu mi piacessi.

Il destino è patria di speranze e di sconforti,
di gioie e di tristezze,
d'amori e di rancori;

Chi può decidere il destino?
Nessuno, ne i cuori che volano nel cielo azzurro ne i cuori

Che vagano tra le fiamme oscure.
Oh!! Destino infame,
ti burlasti dei miei sogni decidendo di non darmi ciò
che più ardentemente desideravo,
l'amore.




Noi saremo
di Paul Verlaine

Noi saremo, a dispetto di stolti e di cattivi
che certo guarderanno male la nostra gioia,

talvolta, fieri e sempre indulgenti, è vero?
Andremo allegri e lenti sulla strada modesta

che la speranza addita, senza badare affatto
che qualcuno ci ignori o ci veda, è vero?

Nell'amore isolati come in un bosco nero,
i nostri cuori insieme, con quieta tenerezza,

saranno due usignoli che cantan nella sera.
Quanto al mondo, che sia con noi dolce o irascibile,

non ha molta importanza. Se vuole, esso può bene
accarezzarci o prenderci di mira a suo bersaglio.

Uniti dal più forte, dal più caro legame,
e inoltre ricoperti di una dura corazza,
sorrideremo a tutti senza paura alcuna.

Noi ci preoccuperemo di quello che il destino
per noi ha stabilito, cammineremo insieme
la mano nella mano, con l'anima infantile
di quelli che si amano in modo puro, vero?





Non m'importa...
di E. A. Poe

Non m'importa che la mia terrena sorte
ben poco abbia di terreno in se' -
che anni d' amore cosi' siano cancellati
nell' astio di un momento: -
a me non duole, o cara, che altri infelici,
di me siano piu' felici,
ma che tu abbia a soffrire per il mio destino,
che e' solo quello d' un fuggitivo.



Leggero come...
di Robert Louis Stevenson

Leggero come il fanello parto per la mia strada,
unico mio bagaglio un cuore incatenato.
Avanti nel mondo senza una guida o una mappa,
pago di conoscere ogni destino umano,
l'eterna donna ai bordi della strada aspetta.




Io sono l’unica il cui destino
di Emily Brontë

Io sono l’unica il cui destino
lingua non indaga, occhio non piange;
non ho mai causato un cupo pensiero,
né un sorriso di gioia, da quando sono nata.

Tra piaceri segreti e lacrime segrete,
questa mutevole vita mi è sfuggita,
dopo diciott’anni ancora così solitaria
come nel giorno della mia nascita.

E vi furono tempi che non posso nascondere,
tempi in cui tutto ciò era terribile,
quando la mia triste anima perse il suo orgoglio
e desiderò qualcuno che l’amasse.

Ma ciò apparteneva ai primi ardori
di sentimenti poi repressi dal dolore;
e sono morti da così lungo tempo
che stento a credere siano mai esistiti.

Prima si dissolse la speranza giovanile,
poi svanì l’arcobaleno della fantasia;
infine l’esperienza mi insegnò che mai
crebbe in un cuore mortale la verità.

Era già amaro pensare che l’umanità
fosse insincera, sterile, servile;
ma peggio fu fidarmi della mia mente
e trovarvi la stessa corruzione.






Letto volte.

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