Il 21 maggio 1926 nacque Robert Creeley, poeta statunitense († 2005)

IL POSTO
... Verticale di falco -
oppure adattamento della mente
alla vista - memoria?
Aria inalleviata - invissuta?
Ricominciato, ri-
comincia il gioco
di nuvola, l'erta
d'inaspettato picco,
il posto a posto -
ancora com'è stato.
Torna indietro un giorno,
prendi ogni cosa, prendi tempo
e ripassa tutto
ancora, vertiginoso
sentiero, ridicolo, incerto
uccello, indistinta, lanuginosa
nebbia - o pietra che
sembra esser sospesa in
impercettibile sostanza
là, o qui,
nel pensiero? Pensare così
è già questo un posto
impensato, che poi
diventa il mondo.
Robert Creeley

PREGHIERA PER ERMES
per Rafael Lopez-Pedraza
Ermes, dio
degli incroci,
di esistenze incrociate,
proteggi questi piedi
che offro. L'immaginazione
è la meraviglia
del reale, e io sono
profondamente afflitto per
i miraggi,
i doppi, di questa
mezza vita,
questo crepuscolo.
Né uno né due 1
ma un misto
cammina qui
in me –
saggia in avanti
ritorna sulle
tracce, ma
non può stare
fermo o qui essere
elementare, essere più
o meno uomo,
donna.
Quello che capisco
di questa vita,
quello che è stato giusto
in essa o fu sbagliato,
ho dimenticato
in questi giorni
di cambiamento fisico.
Vedo i modi
di conoscere, di
fissare la vita diventare
ridicoli. Una debolezza,
una tormentosa, sollevante debolezza
viene. La mano
vedo in fondo al braccio -
cinque dita, pugno -
non è mia?
Allora devo per sempre
andare avanti, andare avanti,
come ho fatto e
come posso?
Né verità, né amore,
nemmeno il corpo -
né niente al mondo -
mi fanno?
Ma le domande
sono trucchi
per me -
e sempre lo saranno.
Questo momento la grigia,
soffondente nebbia
galleggia nel quieto cortile
fuori della finestra –
questa mattina arriva adesso
a mezzogiorno, e lassù da qualche parte
il sole scalda l'aria
e bagnato goccia come sempre
sotto le grigie, diffondenti
nuvole. Questo tempo,
questo inverno, si fa più vicino.
Questa - sentenza fisica.
Do tutto
a te, per me
non tengo nulla,
non ne ho la forza.
La mia fortuna
è tuo dono,
la mia melodiosa
voce, il mio inciampare,
le mie contorte fedi,
la mia randagia
ubriachezza, il sangue e la carne
che ho confusi.
Tutti quelli che mi conoscono
dicono: ma perché quest'uomo
accetta di tirare avanti con questa pena
incessante, questa tremenda vulnerabilità?
Accidenti, spirito fratello,
ma che ne sanno
di ciò che è
e non può aspettare istante –
che vuole e trova paradiso all'inferno,
vuole e sarà ancora là anche ora,
e vuole e dice da solo
tutto, tutto il mondo.
Robert Creeley

In lingua originale
THE PLACE
... Swoop of hawk -
or mind's adjustment
to sight-memory?
Air unrelieved, unlived?
Begun again, begin
again the play
of cloud, the lift
of sudden cliff,
the place in placethe
way it was again.
Go back a day,
take everything, take time
and play it back
again, the staggering
path, ridiculous, uncertain
bird, blurred, fuzzy
fog - or rocks which
seem to hang in
imperceptible substance
there, or here,
in thought? This thinking
is a place itself
unthought, which comes
to be the world.

PRAYER TO HERMES
for Rafael Lopez-Pedraza
Hermes, god
of crossed sticks,
crossed existence,
protect these feet
I offer. Imagination
is the wonder
of the real, and I am
sore afflicted with
the devil's doubles,
the twos, of this
half-life,
this twilight.
Neither one nor two
but a mixture
walks here
in me –
feels forward,
finds behind
the track, yet
cannot stand
still or be here
elemental, be more
or less a man,
a woman.
What I understand
of this life,
what was right
in it, what was wrong,
I have forgotten
in these days
of physical change.
I see the ways
of knowing, of
securing, life grow
ridiculous. A weakness,
a tormenting, relieving weakness
comes to me. My hand
I see at arm's end-
five fingers, fist-
is not mine?
Then must I forever
walk on, walk on-
as I have and
as 1 can?
Neither truth, nor love,
nor body itself -
nor anyone of any –
become me?
Yet questions
are tricks,
for meand
always will be.
This moment the grey,
suffusing fog
floats in the quiet courtyard
beyond the window –
this morning grows now
to noon, and somewhere above
the sun warms the air
and wetness drips as ever
under the grey, diffusing
clouds. This weather,
this winter, comes closer.
This - physical sentence.
I give all
to you, hold
nothing back,
have no strength to.
My luck
is your gift,
my melodious
breath, my stumbling,
my twisted commitment,
my vagrant
drunkenness, my confused
flesh and blood.
All who know me
say, why this man's
persistent pain, the scarifying
openness he makes do with?
Agh! brother spirit,
what do they know
of whatever is the instant
cannot wait a minute –
will find heaven in hell,
will be there again even now,
and will tell of itself
all, all the world.

Robert Creeley (Arlington, 21 maggio 1926 – Odessa, 2 aprile 2005) è stato un poeta statunitense, tra i maggiori esponenti della lirica postmoderna. Iscrittosi ad Harvard non conclude però gli studi ma vive intensamente vicino a Charles Olson - poeta statunitense e direttore del College che influenzò la "beat generation" - l'esperienza del Black Mountain College, per il quale diresse la rivista "Black Mountain College Review" nel North Carolina. Egli pubblica le sue prime poesie sulla rivista "Wake" ad Harvard e nel 1949 inizia una fitta corrispondenza con Williams Carlos Williams ed Ezra Pound. L'anno seguente il poeta conosce Charles Olson con il quale stringe una forte amicizia. Viaggia in Europa e in Asia, vivendo per quarant'anni - con frequenti ritorni in America - in Giappone, a partire dal 1953, dove apprende la filosofia buddista e l'insegnamento zen. Nel 1954 Olson, che era rettore del Black Mountain College, un collegio di arti sperimentali nel North Carolina, invita Creeley a collaborare all'edizione della rivista Black Mountain Review. Tornato in America vive a Taos e a San Francisco. Nel 1956 si reca in Nuovo Messico per insegnare ad Albuquerque e in seguito in una finca nel Guatemala. Nel 1960 Creeley riceve il Master's Degree dall'Università del Nuovo Messico ad Albuquerque. Colpito da enfisema polmonare non volle mai farsi curare e negli ultimi anni andò a vivere a Buffalo nel Texas dove è morto.
Letto volte.